L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila alza bandiera bianca e chiede aiuto a Gianni Chiodi sullo scandalo del suo cimitero monumentale, ridotto in condizioni pietose dopo il terremoto, come testimoniato dal reportage di AbruzzoWeb.
Il sisma ha squassato le palazzine più antiche e danneggiato quelle moderne. File intere di loculi sono saltate come tappi di bottiglia e alcuni corridoi sono ingombri di macerie da un anno e mezzo.
Esasperati, gli aquilani entrano nelle zone vietate del camposanto tranciando il filo di ferro, spostando le transenne e scavalcando le macerie, pratica per cui spesso rischiano di farsi male o peggio, dovendo dribblare cumuli di sassi, tondini di ferro arrugginiti e altro.
Una situazione indecente, che l’intera filiera della gestione cimiteriale del Comune ammette di non poter affrontare, allo stato attuale.
La ricostruzione del cimitero è di competenza del settore Opere pubbliche, e l’assessore Ermanno Lisi non fatica ad ammettere che ha pochi spicci in cassa, inadeguati per le opere titaniche da fare: per questo reitera al commissario per la ricostruzione “la richiesta di 2,5 milioni di finanziamenti per la risistemazione dei cimiteri dell’Aquila e delle frazioni”.
Altrimenti, la camera mortuaria, il monumento ai Nove martiri e le palazzine storiche come quella “Banca d’Italia continueranno a marcire, perché un’alternativa credibile oggi non esiste.
“Qualcosa in bilancio ci sarebbe – spiega Lisi – ma ho 200 mila euro, non sono soldi risolutivi. Qua ci vuole un intervento pesante, ci servono i milioni: abbiamo perfino bare uscite fuori dai loculi! Se il presidente Chiodi o chi per lui ci dà questi soldi, noi i cimiteri li sistemiamo subito. La richiesta l’abbiamo mandata sia alla Regione che al commissariato. Che io sappia, a oggi non c’è stata risposta”.
“Non sono pessimista – prosegue – dopo quello che avete documentato qualcosa mi auguro venga fuori. I defunti non si possono dimenticare… Forse qualcuno pensa che i morti non votino, ma quelli che sono rimasti votano eccome”.
Quanto alle erbacce e all’incuria che regnano sovrani, l’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) per bocca del presidente, Vittorio Sconci, annuncia una serie di interventi dopo la Perdonanza, strategia confermata anche dall’assessore ai Servizi cimiteriali, Alfredo Moroni.
“Adesso – ricorda quest’ultimo – ci sono urgenze legate al periodo della Perdonanza, poi seguiranno strategia e progettazione con una serie di avvisi pubblici. Da ottobre 2010 fino all’estate inoltrata 2011 ci saranno soggetti aggiudicatari della gara per la pulizia del verde che, in maniera programmata, come avviene per la demuscazione e la derattizzazione, riusciranno a coprire l’annualità”.
Molte sono però le incognite: in primis, i cinque dipendenti dell’Afm sono in cassa integrazione. Inoltre, non possono entrare a svolgere il loro lavoro nelle parti chiuse al pubblico.
“La manutenzione ordinaria – sostiene Sconci – si fa. La parte monumentale però è chiusa, abbiamo potuto farla soltanto sulla parte agibile, nella parte vecchia non abbiamo potuto entrarci”.
Quanto ai dipendenti, Sconci spiega che “gli operai sono tre per l’aspetto murario, due per la manutenzione del verde. Questo – sottolinea – per i cimiteri di tutto il Comune. Gli operai al momento sono in cassa integrazione, fanno 20 ore settimanali. C’è la cooperativa “Il focolare di Celestino” che ha la tumulazione con tre persone”. Insomma, sul personale non si sciala.
C’è un’ultima incognita, quella maggiore, che fa pensare a foschi scenari per la manutenzione ordinaria del cimitero: recependo una legge fin qui mai applicata, infatti, il 31 dicembre l’Afm perderà questo compito.
“La legislazione vigente – aggiunge infatti Sconci – afferma che una partecipata comunale non possa più occuparsi dei cimiteri”.
Da quanto si apprende, la delega dovrebbe essere gestita direttamente dal Comune, ma al momento l’amministrazione è concentrata su altre priorità, appunto la Perdonanza, e solo più avanti si procederà a individuare un nuovo interlocutore.
Nel frattempo, l’erba continua a crescere, le palazzine a creparsi, i soffitti a marcire.
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