L’AQUILA – Lavora in una strada dell’Aquila, via Massimo Leli, che è sporca da due anni, con il gas che non viene allacciato nonostante una richiesta di 6 mesi fa e, come ciliegina, da 3 giorni non ha più telefono né Adsl.
Un tris di seccature con gestori di servizi nazionali e locali che ad alcuni farebbe scattare un raptus omicida da Un giorno di ordinaria follia. E invece l’avvocato aquilano Gaetano Isidori mostra una serenità davvero invidiabile nel parlarne.
Non nasconde tuttavia la rabbia per la situazione di disagio che “mi impedisce di lavorare” e soprattutto ne approfitta per una riflessione più amara e generale: “Qui nessuno vuole più fare niente, viene voglia di cambiare città”.
L’emergenza più recente è quella con protagonista Telecom. “Lunedì alle 14 si rompe la linea del telefono e l’Adsl Telecom del mio studio – racconta Isidori – Inoltro una prima segnalazione, ancora oggi non è stata riparata malgrado una decina di reclami. Non si riesce a sistemare”.
C’è poi l’Enel Gas. “La richiesta di allaccio a un’utenza è partita a ottobre. A oggi, malgrado i reclami, malgrado 500 euro anticipati per far venire un’impresa, nessuno ha provveduto – prosegue – anzi, mi hanno rinviato i soldi che avevo spedito, dicendo che i tempi erano scaduti! Eppure era solo un tubo di mezzo metro per collegare il terminale, preparato da me, alla linea”.
E c’è poi la pulizia della strada e la querelle con l’Aquilana società multiservizi (Asm). “Per due anni l’ho chiamata perché la strada è sporca – sbotta il malcapitato cittadino – L’erba è alta mezzo metro, c’è sozzura per terra, si vede che sono mesi che non passa uno spazzino”.
“Ho richiamato per l’ennesima volta, un numero che non è neanche semplice da trovare sul web – prosegue – Mi ha risposto un tizio che ha spiegato di essere addetto alla ricezione dei soli reclami sulla raccolta differenziata e mi ha dato un nuovo numero di cellulare per segnalare il disservizio ancora una volta”.
Poi la sorpresa. “Mi risponde uno che si è qualificato come il direttore, stupito perché avessi il suo numero. Per queste problematiche, mi spiega, ha istituito un servizio reclami, ma secondo me è lui il personaggio più adatto! Mi ha assicurato un intervento, ma la strada è sporca come prima”, si lamenta oggi.
Dopo questa sequela di disavventure, Isidori è scoraggiato da “questa mentalità di arretratezza a livello generale sia con le aziende nazionali che quelle locali. C’è un problema complesso di gestione delle cose – evidenzia – non ci sono referenti, nessuno ha voglia di fare niente, così è impossibile andare avanti: c’è un autentico disinteresse nei confronti dell’efficienza!”.
Di qui la voglia, vaga, di cambiare città. “Sono rimasto all’Aquila per cercare di risistemare, pensavo che il terremoto avrebbe scosso pure queste situazioni, ma niente. Anche chi, come me, ha voluto riprovarci perché la città gli aveva dato tanto, così non può”.



