L’AQUILA – “Gli abitanti dei quartieri tornano a segnalare lo stato di pericolosità e di disagio in cui sono costretti a vivere a causa dei semafori, installati sulle strade dei quartieri di San Sisto, Santanza e Santa Barbara, che sono stati messi fuori servizio ormai da alcuni mesi”.
Non avendo risposte dal Comune dell’Aquila, che non ha più assessore ai Lavori pubblici in attesa del rimpasto di Giunta, il comitato cittadino della ex 7ª circoscrizione del capoluogo scrive al prefetto, Francesco Alecci, oltre che al sindaco, Massimo Cialente, sul caso dei tre semafori consecutivi pericolosi perché spenti in zona San Sisto.
“La scelta di spegnere tutti i semafori della zona, forse per favorire il passaggio automobilistico veloce da viale Corrado IV su via Arischia, via Confalonieri e su viale Caduti di via Fani, ha determinato un grave pericolo per gli automobilisti, ma soprattutto per tutti i pedoni abitanti dei quartieri – sottolinea l’esponente Carlo D’Emilio – Purtroppo i lavori per i sotto servizi su viale Corrado IV, che dovevano essere eseguiti prima dei lavori di ampliamento e non a lavori ultimati con notevole aumento dei costi, vanno a rilento, sia per il maltempo, sia per i turni di lavoro di solo 8 ore e solo per 5 giorni la settimana, esclusi i sabati e le domeniche”.
A tale proposito, i cittadini fanno notare che, “visto il perdurare del grave stato di disagio che tali lavori stanno procurando sia per il traffico ingolfato sulla strada ridotta a una sola corsia di marcia, sia ai commercianti della zona, sia agli abitanti del quartiere, sia a tutti gli automobilisti con traffico veloce e assai pericoloso come i numerosi incidenti lo confermano (l’ultimo in ordine di tempo venerdì 13 u.s.) con l’intervento dei vigili urbani”.
“Gli abitanti del quartiere di San Sisto, Santa Barbara e Santanza, chiedono al sindaco e al prefetto il ripristino urgente della funzionalità di tutti i semafori della zona al fine di eliminare gravi danni alle persone e alle cose e chiedono, inoltre, di interessare la ditta Procaccia affinché, vista l’urgenza, concluda in fretta i lavori aumentando i turni di lavoro compreso anche il sabato e la domenica e con tre turni giornalieri di 8 ore lavorative”, conclude D’Emilio.





