L’AQUILA – È stata rinviata al 26 settembre l’udienza davanti ai giudici del Tar che devono decidere sul ricorso presentato da Angelo Mancini per vedersi assegnato un seggio al Consiglio comunale dell’Aquila.
Mancini è stato candidato sindaco alle ultime amministrative con il sostegno dell’Italia dei valori e L’Aquila oggi.
Al turno di ballottaggio le sue liste si sono apparentate con il riconfermato primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, e hanno ottenuto due seggi che sono stati assegnati ai primi degli eletti: il dipietrista Giuliano Di Nicola e il giovane Fabio Cortelli, i più votati delle rispettive compagini.
Per Mancini, escluso dall’assise civica, l’Ufficio elettorale centrale ha commesso un errore nella compilazione dei verbali, perché il posto di Cortelli, in realtà, toccherebbe a lui.
Il collegio, riunito in camera di consiglio l’11 luglio scorso, ha deciso di chiedere al Comune dell’Aquila una relazione dettagliata, che l’ente dovrà depositare entro il 1° settembre.
Nello specifico, il Comune dovrà fornire chiarimenti “in ordine alle deduzioni del ricorrente e in particolare sui dedotti vizi procedimentali riguardo al mancato inserimento nell’apposita sezione del verbale della lista ‘Italia dei valori’ tra quelle collegate al ballottaggio al candidato sindaco Massimo Cialente”.
Mancini è rappresentato dall’avvocato Claudio Verini.
Sempre il 26 settembre si discuteranno gli altri due ricorsi che incombono sulle elezioni aquilane: quello presentato dal candidato sindaco di Futuro e libertà, Enrico Verini, e quello promosso dall’Udeur.
In entrambi i casi si chiede il riequilibrio della rappresentanza in aula tra maggioranza e minoranza, attualmente definito in 20 a 12, portandolo a 19 consiglieri per le liste uscite vincitrici alle urne e 13 per l’opposizione, come già sancito da una sentenza del Consiglio di Stato riguardo alle elezioni del Comune di Bollate (Milano). Pierluigi Biondi






