L’AQUILA – Qualcuno pagherà.
C’è aria di provvedimenti disciplinari in seno al Comune dell’Aquila sul pasticciaccio della S.Print, la società a cui sono stati sospesi i lavori dall’ispettorato urbanistico dell’ente, che ha ravvisato scorrettezze sull’iter autorizzativo nonostante la procedura usata sia stata identica a quella per tirare su altre sedi già realizzate, come quelle di Cgil, Cisl e la Casa del volontariato.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha risolto a colpi di maglio la guerra intestina che si era creata tra settori dell’amministrazione: quello dell’Edilizia, per cui era tutto ok, e appunto l’ispettorato, che insisteva con le irregolarità.
Alla fine l’assessore all’Urbanistica Roberto Riga ha annunciato il via libera, cioè la revoca dell’ordinanza di sospensione dei lavori, ma per un clamoroso scherzo del destino nello stesso giorno il cantiere S.Print è stato sequestrato a causa di un esposto in procura, da quanto si è appreso presentato da parte dello stesso ispettorato.
E la guerra è ripartita, ma ora la resa dei conti è vicina. Cialente in tv ha sparato a zero contro la sua stessa struttura, usando toni simili a quelli delle riunioni infuocate in cui ha strigliato i suoi, sbloccando la vicenda.
Il sindaco ha intuito che dalla nascita di beghe legali con S.Print, il cui avvocato, Fausto Corti, ha già annunciato ricorso al Tar per il ristoro dei danni subìti, ne potrebbe nascere una maxi richiesta di risarcimento e si è inferocito per la piega presa dagli eventi.
Inoltre, argomento assai più prosaico, non va dimenticato che, oltre che sindaco uscente, Cialente è anche un candidato in piena campagna elettorale e soprattutto in questa fase non vuole avere pubblicità negativa di sorta.
Ecco perché la mannaia dei provvedimenti disciplinari è uno spettro che sta prendendo sempre più forma. (alb.or.)



