L’AQUILA – Se lunedì prossimo Massimo Cialente annuncerà le proprie dimissioni da sindaco dell’Aquila, scatterà il commissariamento dell’Ente ma si voterà subito, nella finestra del 25 maggio, nell’election day che a quel punto abbinerà Amministrative, Regionali ed Europee.
Lo confermano fonti comunali, che fanno presente che Cialente non sarebbe tecnicamente ricandidabile.
Negli ambienti politici di centrosinistra circola il nome dell’ex parlamentare Giovanni Lolli come possibile candidato sindaco, un nome di peso per mantenere il governo della città.
Anche se, per quest’ultimo, negli ultimi mesi si ipotizzava un ticket con Luciano D’Alfonso per la vice presidenza della Giunta regionale qualora l’ex sindaco di Pescara vincesse le primarie e poi le elezioni contro Gianni Chiodi.
Lolli, a lungo in silenzio sulla vicenda tangenti, questa mattina ha atteso Cialente nel piazzale del municipio di Villa Gioia e poi è andato via con lui sulla Panda 4×4 blu del primo cittadino.
“Le dimissioni sarebbero una cosa per la città, ma nello stesso tempo non si può non fare niente, bisogna assumersi una responsabilità politica – ha ammesso in precedenza ai cronisti – Il sindaco è una persona perbene che non è neanche lambito da questa vicenda. La responsabilità politica riguarda come si sono controllate le procedure di questo Comune e lavorare per renderlo più efficace”.
Lolli ha sottolineato che “questa vicenda capita nel corso di una trattativa durissima aperta da questa città, non dal solo Cialente, con il governo del Paese, relativa ai fondi per la ricostruzione, lo sviluppo e i beni culturali, e ci stanno colpendo. La mia preoccupazione, avendo letto l’intervista gravissima di Trigilia – ha attaccato – è che si voglia utilizzare questo indebolimento, non di Cialente, ma di tutta la città, per colpirci”.
Sull’ipotesi che il sindaco non si dimetta e che lui possa diventare assessore, Lolli ha spiegato di non aver ricevuto “nessuna richiesta ufficiale e non mi rompano le scatole, non è che arriva Lolli-Nembo Kid. I problemi sono molto seri e non si risolvono con il salvatore della patria, non lo sono e non sono disponibile – ha concluso – Sono un cittadino che, pur senza alcuna carica (è il primo dei deputati non eletti del Partito democratico, ndr), ha dimostrato di fare quello che poteva per la città”. (alb.or.)




