L’AQUILA – “Uguaglianza e solidarietà non soni due semplici parole, ma alla luce dei nostri giorni sono concetti che devono entrare nella coscienza dei nostri alunni e con la scuola, ci stiamo facendo da anni promotori e partner di progetti anche extracurriculari affinchè possano stimolare questo tipo di conoscenze”.
Così commenta ad AbruzzoWeb, Silvia Frezza, insegnante di italiano della scuola primaria “Gianni Rodari” della frazione aquilana di Pagliare di Sassa, la partecipazione dei suoi alunni al concorso nazionale “Diversamente uguali”, finalizzato a diffondere i concetti di accoglienza e solidarietà.
Le classi che hanno primeggiato sono, la IV A della primaria per la sezione poesia con un secondo posto, la V A al terzo per il racconto, la V B con un attestato di partecipazione e la I A della scuola media dello stesso plesso, con un terzo posto per la poesia.
La IV e V A, insieme ai ragazzi della prima media parteciperanno a maggio, alle finali di Torino.
Le note critiche della giuria hanno evidenziato la fitta rete di relazioni che contraddistinguono la vita sociale e culturale dei nostri bambini e delle nostre bambine, rilevando, tra versi e sequenze, coraggiose prese di posizione, significative metafore e sogni sospesi.
“Una partecipazione attenta e vivace da parte dei ragazzi – ha aggiunto l’insegnante – che si sono cimentati, secondo le varie peculiarità in brevi racconti, piccole poesie, disegni e filastrocche”.
C’è Diamoci una mano, una storia di ideali che condanna guerre e pregiudizi, ma anche Il sogno di Anna, che augura la pace nel mondo,
La storia di Summer, densa di parole positive e sentimenti nobili, L’avventura di Greg, un lavoro lucido e ben scritto, secondo la giuria giudicante, che abbatte, per mano della penna dei ragazzi, tutte le diversità linguistiche e del colore della pelle.
E ancora, la poesia L’amore è forte, che parla di vita e sentimenti, Poesia per chiunque, versi ispirati alla Costituzione italiana, incentrati sulla dignità dell’essere umano.
“Abbiamo lavorato molto in classe partendo proprio dalla nostra Carta Costituzionale – ha aggiunto la Frezza – un documento importante che tutti dovrebbero conoscere. I ragazzi hanno saputo farla loro, con i loro tempi e i loro modi, costruendo intorno storie, facendo domande, incuriositi e molto partecipi”.
“Il risultato che volevamo raggiungere è che capissero la diversità nella sua essenza, non si parla di razza, o specie, ma abbraccia concetti ben più ampi, che sono alla base del vivere civile”, ha concluso.



