L’AQUILA – “Non si costruiranno mai 20 ville ad Aragno”.
Pugno duro del Comune dell’Aquila sul progetto di recupero del borgo di Aragno, bloccato da 6 anni ancora prima di arrivare in assemblea civica, a causa di una variante al piano regolatore che avrebbe dovuto consentire l’insediamento di 20 nuove abitazioni a ridosso dell’antico centro, oltre a una ‘mini’ centrale a biomasse di potenza 0.5 megawatt per l’alimentazione delle utenze locali, la seconda in progettazione sul territorio dopo quella ben più grande e foriera di polemiche di Monticchio.
È una bocciatura netta, quella ribadita ad AbruzzoWeb dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che a distanza di molto tempo non ha dubbi sul fatto che non si tratti “di un piano di recupero, ma di espansione che in quell’area non si può fare – precisa – Bisognerebbe fare una variante al piano regolatore per circa un ettaro di terreno e il Comune non ha intenzione di deturpare quella zona”.
Un progetto da 8 milioni di euro di investitori privati, presentato dall’agenzia immobiliare Holiday di Giulianova, che prevede oltre al recupero del borgo, il suo ampliamento con la creazione di mini villette a schiera, parcheggi sotterranei e negozi.
Dopo la presentazione del progetto da parte del sindaco, Massimo Cialente, e dell’allora assessore all’Urbanistica Roberto Riga in una conferenza stampa del dicembre 2008 e la successiva approvazione in Giunta, è arrivato il dietro front dell’amministrazione che lo ha bocciato a seguito di una riunione di maggioranza che ha valutato negativamente i render presentati.
“Dai render ci siamo accorti che andava oltre la risistemazione del borgo e che non era solo quello – afferma Di Stefano – Il prg prevede un premio di cubatura del 33% che per legge non può essere spostato al di fuori del borgo. Il Comune è d’accordo con il recupero del borgo, che tra l’altro è nei piani dell’amministrazione, come si p fatto per Santo Stefano che non si è di certo espanso altrove”.
Secondo il cronoprogramma della ricostruzione, gli intervneti su Aragno partiranno nel 2016 con una spesa di 13 milioni di euro per “soli 7 interventi”.
“Un caso anomalo, quello di Aragno – prosegue – Quando facemmo il piano di ricostruzione, pubblicammo un avviso per fare le proposte di intervento e ne arrivarono solo 7, il che testimonia che i danni non sono stati molti. Siamo stati noi ad alzare l’importo dopo una ricognizione”.
La mancata approvazione della variante al prg blocca di fatto tutte le intenzione degli usi civici che sarebbero quelle di concedere i terreni per la costruzione delle ville, come aveva già specificato a questo giornale il presidente dell’amministrazione dei beni separati di Aragno, Paolo Barone, che ha denunciato “l’immobilismo dell’amministrazione comunale sulla questione, lasciata in sospeso per anni e mai più affrontata”.






