L’AQUILA – I cittadini si mobilitano per la squadra dell’Aquila Rugby, cuore sportivo del capoluogo, in difficoltà economica a causa del mancato pagamento degli stipendi degli atleti dal marzo 2013 e con società sulla quale incombe sempre di più lo spettro di una liquidazione e quindi del fallimento.

Arriva dall’avvocato aquilano Gaetano Isidori, tifoso neroverde, la prima proposta di dare un aiuto concreto ai giocatori, con un “invito a tutti gli ordini professionali, soprattutto quelli che hanno di più ‘ricevuto’ dal terremoto, come gli architetti o i geometri e la stessa associazione dei costruttori edili”, l’Ance.

Un sussidio “del tutto anonimo”, quello proposto dall’avvocato, non solo da parte delle forze attive della città ma anche dai privati cittadini, “ognuno secondo le proprie possibilità che non sia diretto alla società, ma a chi scende in campo ogni domenica”.

Mentre i soci sembrano aver trovato un accordo per il pagamento del primo stipendio dei giocatori entro i primi giorni di questa settimana, il termine massimo per il saldo di tutti i compensi, concordato da società e giocatori e fissato al 22 dicembre, si avvicina.

“La società attuerà un piano industriale e potrà farcela da sola – prosegue – Sono i giocatori ad avere bisogno ed è giusto che i cittadini che possono diano una mano alla squadra. Basta chiamare il capitano, che rappresenta i giocatori dentro e fuori dal campo, anche in forma anonima. Io lo farò e spero che la città tutta si stringerà intorno all’Aquila Rugby che è un’istituzione per il capoluogo”.

Una prolungata latitanza da parte delle istituzioni che da troppo tempo, ormai, hanno lasciato solo il rugby, secondo Isidori,  “con promesse mai realizzate” e a rimetterci sono gli atleti, a secco da marzo tanto che per alcuni a volte non è facile arrivare a fine mese.

Una corsa contro il tempo per salvare la società neroverde: proprio lunedì scorso il sindaco, Massimo Cialente, ha ospitato l’ennesima assemblea del consiglio d’amministrazione della società pentascudettata nel suo ufficio per riuscire, anche grazie al suo aiuto, a reperire fondi da destinare al pagamento degli stipendi dei giocatori.

I primo cittadino ha garantito il massimo impegno, parlando, come svelato a questo giornale, della creazione di un “fondo etico” che potrebbe essere gestito e rimpinguato dai costruttori aquilani e nazionali che stanno lavorando alla ricostruzione della città. Un approccio più morbido rispetto alla “tassa sulla cultura”, ovvero l’inasprimento della tassa di occupazione del suolo pubblico per i cantieri delle imprese, che oggi è ai minimi, con la devoluzione della differenza incassata a sport e sociale.

“L’idea del sindaco Massimo Cialente di ‘pretendere’ denaro dagli imprenditori che vengono a lavorare per la ricostruzione post sisma non è razionalmente corretta – conclude Isidori – gli imprenditori vengono qui a fare business e, se ritengono di dovere qualche cosa, lo fanno spontaneamente, non c’è bisogno dell’intervento politico. Siamo noi aquilani ad avere il dovere morale di dare una mano”.