L’AQUILA –  “Sono d’accordo con il post di Biondi. Basta farneticazioni. C’è chi passa il tempo a raccontare una città che non esiste, dipingendo scenari risorgimentali, e chi lavora per ristabilire la verità e offrire soluzioni. La prima sarebbe magari un nuovo piano del commercio”.

Il centro storico dell’Aquila, il numero dei suoi abitanti e delle attività commerciali diventa ora scontro sui social. Il consigliere comunale di opposizione Paolo Romano, di Italia viva, replica in un post ad un altro post del sindaco Pierluigi Biondi, di Fdi, che ha rilanciato i dati illustrati nella conferenza stampa di giovedì scorso.

Secondo i quali i residenti in centro storico sono “in crescita costante, dai 5.903 del 2017 ai 6.784 attuali”, nel commercio poi altro che “desertificazione”, visto che dal 2022 hanno aperto 313 attività contro 103 cessazioni. Il saldo è nettamente positivo anche nel 2025 (+26). Aumentano gli iscritti all’Università e molti degli uffici pubblici sono tornati in centro.

Attaccando dunque l’opposizione accusata di “farneticare” e di passare il tempo “a raccontare una città che non esiste, dipingendo scenari apocalittici, e chi lavora per farla crescere. Oggi i dati spazzano via le chiacchiere e le bugie”.

Non è, prevedibilmente della stessa opinione Romano.

Entrando nel merito dei numeri, spiega infatti: “secondo Biondi i residenti in centro storico sono in crescita costante: passano dai 5.903 del 2017 ai 6.784 attuali. Cioè in 7 anni c’è stato un incremento del 15% nonostante nel 2017 la città fosse un tripudio di cantieri avviati ma con solo l’asse centrale di fatto quasi terminato”.

Per quanto riguarda il commercio: “altro che desertificazione, è distruzione: il sindaco non ha differenziato i dati forniti tra le attività commerciali e la caterva di utenze TARI che comprendono anche, le strutture alberghiere, le strutture extra alberghiere, come B&B, case vacanze, affittacamere o locazioni turistiche, gli studi professionali; i parrucchieri, barbieri, banche, musei, luoghi di culto, continuo? Se il dato diffuso è quello delle utenze non domestiche senza effettuare differenziazioni, si tratta di un dato drogato che nulla ha a che vedere con il commercio cittadino. Ma sarà mia cura effettuare un accesso agli atti per darvene contezza con la precisione che merita, non con la propaganda”.

Per quanto riguarda la formazione: “Biondi si fregia della presenza di Univaq e Gssi (la prima a lungo osteggiata, il secondo voluto fortemente dalla precedente amministrazione) e poi:
del Conservatorio, dell’Accademia, della scuola Ispettori e Sovrintendenti della GdF tutti – dice il primo cittadino – col segno più nelle iscrizioni. Ma perché cita istituzioni non presenti in centro storico?”

E ancora: “molti degli uffici pubblici secondo Biondi sono tornati in centro: centinaia di dipendenti della pubblica amministrazione lavorano (e consumano) di nuovo dentro le mura ogni giorno. Anche gli operai della ricostruzione lo fanno, ma cosa avrebbe a che vedere con le serrande abbassate del commercio che non sia il food & beverage? E se pure fosse un bene che molti uffici pubblici siano tornati in centro (senza parcheggi nè servizi) mi chiedo ancora una volta perché lui abbia voluto acquistare da privati e per ben 5 milioni di euro un edificio a Villa Gioia e al contempo non abbia utilizzato i 35 milioni di euro Cipe della precedente amministrazione per realizzare la sede all’ex autoparco a un tiro di schioppo da quell’immobile”.

Parte poi alla carica: “I disfattisti di professione – come amano chiamarci Biondi e sodali – non siamo noi ma li conosciamo bene; li abbiamo visti all’opera quando incitavano a non pagare i canoni del progetto Case per poi mandare Equitalia in riscossione una volta al governo della città, quando sbeffeggiavano con i cartelli in mano una sanità rosea al confronto di quella attuale, quando difendevano i loro manager Asl nominati, confermati e oggi bacchettati dalla Corte dei Conti, quando passeggiavano fra le lapidi del cimitero per poi non tagliare neanche l’erba per anni, quando portavano i loro ministri tra i Musp e promettevano scuole ricostruite in un baleno, quando blateravano di non volere il com’era dov’era ma l’unico cambiamento che hanno saputo apportare in città è una spianata di pietra bianca, una pensilina modello Tiburtina e un ponte a tela di Penelope con uno strallo pescarese”.

Conclude Romano: “E poi – dulcis in fundo – Biondi ci accusa di aver votato nel 2022 contro il cambio di destinazione d’uso di un palazzo su Corso Federico II: 1.200 mq che sono passati da direzionale a residenziale e che si sono aggiunti ai 1.700 mq di residenziale già presente: ci siamo opposti alla creazione di nuovi appartamenti e lo rifarei ancora. Qualcuno davvero crede che in centro storico ci sia fame di altri immobili residenziali? O i proprietari di immobili non sanno più a che santo votarsi per vendere? Il primo cittadino sa che ci sono immobili venduti a meno del prezzo della ricostruzione pagata dagli italiani?”.