L’AQUILA – Una polizza fidejussoria per tutelare i cittadini dalle imprese poco serie che potrebbero non terminare i lavori per la ricostruzione dei condomini nei tempi stabiliti. E’ una delle ipotesi lanciate dal presidente dell’Ance L’Aquila, Gianni Frattale, all’indomani dell’annuncio di una serie di iniziative per disincentivare comportamenti definiti “anomali” delle ditte per la ricostruzione dei palazzi classificati ‘E’.
 
Secondo Frattale la polizza dovrebbe stipularla “l’amministratore di condominio per tutelare se stesso ma soprattutto gli inquilini da eventuali errori e nell’individuazione della ditta chiamata a realizzare le opere di ristrutturazione o ricostruzione dei condomini. Il tutto per evitare la nascita di contenziosi. In quel caso il contributo, che ha natura pubblica, che fine farebbe? Si dovrebbe revocare? A chi spetterebbe tale decisione? E, soprattutto, in che tempi, considerata la lentezza del sistema giudiziario italiano”.

L’associazione dei  costruttori edili ha annunciato la programmazione di azioni, in collaborazione con l’Anaci (Associazione Nazionale Amministratori di Condominio), per scongiurare l’ipotesi di nascita di monopoli di aziende che potrebbero fagocitare l’intera torta della ricostruzione, lasciando ai margini le imprese provinciali.

“Quando parliamo di comportamenti anomali mi riferisco a richieste che vengono da comitati, consorzi che impongono dei paletti come iscrizioni illimitate, la presenza di almeno 100 dipendenti e iscrizioni illimitate. In questo modo si penalizzano le imprese locali per favorire quelle di fuori. I paletti creano una sorta di monopolio, oltre che di concorrenza sleale”.

“Da settembre l’Ance avvierà un confronto con l’Anaci per individuare un percorso finalizzato ad una ricostruzione che sia dalla parte del cittadino. È vero che siamo che in un regime di libero mercato, ma la concorrenza libera arriva fino a un certo punto perché se non si agisce in maniera oculata si perdono fondi, che sono di natura pubblica tra l’altro, e in quel caso non possono rimetterci gli inquilini. Per questo chiedo che gli amministratori ne debbano rispondere in proprio, e la stipula della polizza fideiussoria potrebbe essere un primo punto per una ricostruzione trasparente”.

“Inoltre – chiosa Frattale – bisogna individuare quelle che sono le ‘mele marce’ della ricostruzione. Noi come Ance pretendiamo correttezza di tutti i protagonisti della rinascita della città”. (g.a.)

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