L’AQUILA – Ha avuto un esito positivo il sopralluogo dei tecnici inviati dal Governo spagnolo la scorsa settimana che hanno visionato lo “stato di salute” del castello cinquecentesco all’Aquila, gravemente lesionato a seguito del terremoto del 6 aprile 2009.

“Ho colto un interesse generale – spiega direttore regionale per i Beni culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani – per giungere ad un obiettivo comune, quello del restauro della fortezza spagnola”.

Magani, secondo il quale “sono necessari 25 milioni di euro per la riapertura totale del Castello e per il riallestimento delle sale interne, il rifacimento degli impianti e tutte le opere necessarie per una completa fruizione, ha spiegato che sono già state reperite risorse “necessarie per l’avvio dei lavori per i lavori di restauro dell’ala principale. Per quell’obiettivo si è a lavoro”.

Di cifre da parte del governo del paese iberico Magani preferisce non parlare, “dal momento che deve ancora essere approntato l’iter progettuale. I tecnici, però, hanno effettuato delle relazioni tecniche, registrato dati, raccolto informazioni sul computo metrico. Insomma un lavoro e un incontro che posso definire sicuramente positivi”.

Sullo stato dell’arte per la ricostruzione dei beni culturali nel capoluogo il direttore ha dichiarato di aver notato “un grande interesse e movimento. Sono praticamente sempre all’Aquila e partecipo a numerose riunioni, e mi pare che l’impegno di tutti i protagonisti sia reale. Per quanto riguarda Palazzo Ardinghelli, adottato dal Governo russo, sono fiducioso per una rinascita della struttura”.

Una ricostruzione che si accompagna ad un’iniziativa già avviata dalla Direzione regionale che ha promosso uno studio sul rischio sismico degli edifici pubblici: “In questo modo sapremo come e dove intervenire, attraverso uno studio che unisce ricerca e progettazione per il futuro”.  (g.a.)