L’AQUILA – Con un gravissimo ritardo di cinque anni, ha ufficialmente riaperto la piscina di Verdeaqua, all’Aquila.

Sabato scorso, la struttura che si trova nel complesso sportivo di Santa Barbara è stata inaugurata alla presenza, tra gli altri, del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, dell’assessore comunale Vito Colonna, del presidente della Federazione italiana Nuoto Abruzzo, Cristiano Carpente. Inoltre, all’evento ha preso parte anche Giovanni Benevieri. Il Comune dell’Aquila ha affidato la gestione ad un raggruppamento di imprese composto dalla Petruziana Sport, l’aquilana Rari Nantes e la Mf snc.

La piscina era stata chiusa il 10 ottobre del 2018, per un serio problema di esalazione di cloro. Una volta messi i sigilli dai vigili del fuoco, la struttura è rimasta chiusa fino a pochi giorni fa.

Per la riapertura sono stati necessari dei lavori, effettuati dalla Salvi Costruzioni.

La felicità per l’apertura a distanza di così tanto tempo fa però il paio con la preoccupazione espressa dai sindacalisti della Cgil Pasqualone e Scimia per la sorte dei lavoratori da riassorbire. I due esponenti sindacali hanno da tempo chiesto chiarimenti ufficiali ai gestori, ma non hanno ancora ricevuto risposta.

“Abbiamo chiesto il primo incontro il 12 maggio, forti dell’applicazione della clausola sociale prevista nel Capitolato di gestione che prevede nello specifico “l’affidatario si impegna ad assorbire ed utilizzare prioritariamente nell’espletamento del servizio, qualora disponibili, i lavoratori che già vi erano adibiti quali soci lavoratori o dipendenti del precedente gestore.

“Presumibilmente l’assenza di una risposta da parte degli attori coinvolti nel processo decisionale è dovuta al loro ligio impegno rivolto a tutelare le Lavoratrici ed i lavoratori applicando la citata clausola sociale in maniera puntuale e pedissequa. Sollecitiamo comunque un incontro con il Comune dell’Aquila quale committente e con L’ATI Petuziana Sport-Asd Rari Nantes- L’Aquila- MFS di Salvi Fabrizio & C in qualità di gestore, al fine di verificare che il loro proficuo lavoro sia servito a tutelare i livelli occupazionali nonché i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con la corretta applicazione della clausola sociale”.

“In assenza di un riscontro e del riassorbimento del personale dipendente del precedente  attiveremo  ogni utile iniziativa utile a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che attendono di uscire dalla precaria condizione di vita generata dalla vicenda”.