L’AQUILA – “Mi sono trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato, il mio aggressore stava proprio aspettando che qualcuno andasse a ritirare dei contanti”.

Questa la testimonianza di Vincenzo Ricciardelli, 24 anni, giovane originario di Vieste ma residente all’Aquila, dove lavora in un bar vicino viale Gran Sasso, sfortunato protagonista della rapina di 300 euro appena ritirati da un Postamat subita ieri sera da parte di un eritreo di 25 anni, poi arrestato dalla Polizia di Stato, in zona Ovest, all’ufficio postale di via Rocco Carabba.

“Si è avvicinato a chiedermi se dovessi prendere dei soldi, gli ho detto di allontanarsi – ricorda il derubato -. Lì per lì ho avuto paura perché si vedeva che era nervoso e anche alterato”.

Con il giovane c’era un amico, Angelo Sericola. “Quando ho visto quello che succedeva mi sono impaurito soprattutto perché tra le altre persone in coda c’era anche una donna incinta, che infatti si anche sentita male per lo shock”, ha aggiunto quest’ultimo.

Secondo quanto appreso, dopo l’arresto della squadra Mobile, coordinata dal dirigente Maurilio Grasso, il giovane eritreo, che soffre di problemi mentali, nottetempo ha dato in escandescenze nella camera di sicurezza dov’era detenuto.

Oggi, di fronte al giudice del tribunale aquilano Giuseppe Grieco, si è svolta l’udienza che ha convalidato l’arresto, in un clima molto teso e con reazioni infastidite del giovane, che ha assistito a lungo di spalle, sia verso il magistrato sia, addirittura, verso i suoi stessi avvocati, Augusto Frezza, che sarebbe stato colpito da uno schiaffo, e Rosita Altobelli.

Ora sarà ricoverato in una struttura psichiatrica nel carcere di San Donato a Pescara, dove resterà fino al 2 febbraio, giorno in cui è stato fissato il giudizio.

Il giovane ha permesso di soggiorno e carta di identità aquilana, ma risulta richiedente asilo.

A occuparsi del caso è il pubblico ministero Stefano Gallo.