L’AQUILA – Positivo il bilancio del quarto raduno del “Battaglione logistico Acqui” della Caserma Pasquali dell’Aquila, che ha visto riunirsi 52 ufficiali e sottufficiali in servizio e in pensione.
Dopo il cambio di denominazione nel 1995 in “Battaglione logistico Granatieri di Sardegna” con lo spostamento della bandiera dalla sede di Civitavecchia all’Aquila, il battaglione si è sciolto definitivamente nel 2002.
Formato da personale a elevata specializzazione, il battaglione era l’unica unità logistica di rilievo in Abruzzo deputata a fronteggiare situazioni di emergenza come pubbliche calamità.
Con l’impiego di proprie attrezzature e mezzi era in grado di allestire in tempi brevi una grande tendopoli e un ospedale da campo.
Dopo la consueta messa per ricordare i colleghi defunti nella cappella di legno a fianco della chiesa di Poggio Picenze, inagibile dopo il devastante terremoto del 6 aprile 2009, c’è stato un pranzo di ritrovo per gli ex colleghi.
Alcuni gli assenti giustificati, impegnati per motivi di servizio in Italia o all’estero.
A parlare del raduno è stato il tenente colonnello Francesco Ciuffreda, ultimo comandante del Battaglione logistico e attualmente capo sezione logistica del Comando militare esercito Abruzzo (prima del sisma del 6 aprile 2009 con sede a San Berardino ndr), che ha organizzato l’evento assieme al 1° maresciallo Giuseppe Robortella. “Il raduno – ha spiegato – è andato a gonfie vele. Il battaglione è stato sciolto per la riconfigurazione degli organi logistici delle Forze Armate. Il reparto non era più utile”.
“Nel 1995 – ha continuato – c’è stato il cambio di nome, poi nel 2002 la chiusura definitiva.Gli ufficiali e i sottufficiali sono stati trasferiti negli enti dell’Aquila e in altre sedi italiane, su loro richiesta. Molte persone sono andate in pensione”.
UFFICIALI E SOTTUFFICIALI PRESENTI AL QUARTO RADUNO DEL BATTAGLIONE LOGISTICO ACQUI/GRANATIERI DELL’AQUILA
Antonio Alfieri (1° maresciallo), Aurelio Amatista (maresciallo), Pasquale Arcamone (1° maresciallo), Michele Basile (maresciallo), Francesco Bianchi (1° maresciallo luogotenente in pensione), Paolo Cappellano (tenete colonnello), Vincenzo Carfagna (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Annibale Caringi (capitano), Maurizio Carluccio (1° maresciallo), Giovanni Caruso (1° maresciallo), Massimiliano Cataldi (capitano), Sante Cecchini (1° maresciallo in pensione), Canio Cianciulli (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Stefano Ciuffi (1° maresciallo), Francesco Ciuffreda (tenente colonnello), Luciano D’Andrea (generale in pensione), Emilio D’Angelo (1° maresciallo), Mario D’Angelo (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Francesco Denaro (1° maresciallo in pensione), Orante Di Muzio (1° maresciallo), Gabriele Giampiero (operaio civile), Mario Gioia (barbiere in pensione), Paolo Gioia (1° maresciallo), Mauro Giovannone (operaio civile), Pietro Grasselli (1° maresciallo in pensione), Giorgio Lai (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Giuseppe Larcinese (maggiore in pensione), Pietro Lavagna (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Alessandro Leone (tenente colonnello), Giovanni Lo Tesoriere (1° maresciallo in pensione), Pancrazio Lombardo (1° maresciallo luogotenente in pensione), Carlo Luciani (1° maresciallo in pensione), Filippo Luzi (1° maresciallo), Pietro Musumeci (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Antonio Natalucci (1° maresciallo), Nicola Negro (1° maresciallo), Luigi Palermo (1° maresciallo), Mario Pepe (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Stefano Pesce (maresciallo in pensione), Angelo Pisotta (1° maresciallo in pensione), Loreto Rainaldi (1° maresciallo luogotenente in pensione), Giuseppe Robortella (1° maresciallo), Roberto Rocchi (tenente colonnello), Ercole Ruggiero (1° maresciallo in pensione), Luigi Ruggiero (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Franco Salvati (1° maresciallo in pensione), Antonino Silvestri (tenente colonnello), Giampiero Sposito (maresciallo maggiore aiutante in pensione), Romano Tempesta (1° maresciallo), Giuseppe Volpe (capitano).






