L’AQUILA – “Il proprietario della tabaccheria … si è recato negli ultimi 7 giorni in alta Italia per la settimana bianca. La compagna ed una sua amica sono sotto quarantena imposta dalla Sanofi che non ha permesso oggi il loro rientro in azienda. Bisognerebbe evitare di recarsi nella suddetta tabaccheria qualora sia aperta, dopo una settimana di chiusura per settimana bianca. Eventualmente facciamo un passaparola”.

Il messaggio in queste ore sta facendo il giro dei social e in poco tempo ha invaso in particolare le chat di Whatsapp dove si invitano gli aquilani a non frequentare una tabaccheria della città perché il titolare in questi giorni avrebbe soggiornato in una delle cosiddette “zone rosse” dell’Italia del nord, blindate per l’emergenza Coronavirus.

Un episodio non isolato in questi giorni di massima allerta con casi di fake news diffuse, sempre più spesso, a scapito di commercianti e non solo.

Anche a L’Aquila il passaparola ha contribuito a generare psicosi, sulla base di non meglio specificate prove, che in un periodo già difficile per negozianti e piccoli imprenditori rischia di comprometterne anche l’immagine e che ha spinto lo stesso titolare a chiarire la vicenda e a denunciare l’accaduto.

“Mi è giunta notizia che da qualche ora circola in rete, nelle chat di gruppo whatsapp, sui gruppi social, un messaggio in cui si mette in allerta del fatto che, essendo stato per qualche giorno in vacanza, si debba evitare di accedere alla mia tabaccheria”, scrive l’uomo.

“Al di là delle considerazioni personali – spiega -, tengo a precisare che per mia premura e per dovere etico nei confronti dei miei concittadini, al momento di rientrare in città, ho chiamato tutti i numeri indicati dagli organi istituzionali i quali mi hanno assolutamente esortato a stare tranquillo e proseguire la mia vita in piena normalità. A testimonianza di queste parole, sono in grado di presentare una registrazione audio della telefonata effettuata al 118 di L’Aquila dalla mia compagna”.

“Non so chi abbia messo in giro questo messaggio e con quale coscienza e conoscenza si senta in grado di fare passare come ‘pericoloso’ un soggetto, tanto da dover evitare il suo luogo di lavoro. Credo di essere assolutamente in grado di capire che, qualora dovessi essere un rischio per il prossimo, debba prendere le giuste contromisure. Comprendendo il momento di tensione che tutti stiamo vivendo, invito tutti ad evitare la caccia al PRESUNTO untore, tenendo conto che con alcuni messaggi si possa ledere l’immagine personale, innanzitutto, ma anche lavorativa di qualsiasi individuo”. 

“Cerchiamo di stare tutti sereni e di aiutarci a vicenda. Per qualsiasi dubbio, ho a disposizione tutte le indicazioni datemi dagli organi competenti. Nel frattempo, mi recherò presso la Polizia postale per sporgere regolare denuncia”.