L’AQUILA – Stangata del tribunale dell’Aquila per le persone accusate di sfruttamento della prostituzione minorile.

Lo riporta il quotidiano il Centro, che parla di una decisione arrivata dopo una camera di consiglio durata cinque ore che ha passato al setaccio quanto avvenuto a Pizzoli nell’estate del 2011 e che, quando venne alla luce, destò riprovazione tra i residenti. 

L’accusa più grave – riporta il quotidiano – è quella mossa a una coppia romena che faceva prostituire le loro figlie (ora maggiorenni) con il sostegno di un loro connazionale. 

Il padre delle minorenni è stato condannato a nove anni e mezzo di reclusione e a una multa di 25 mila euro. 

Questo a fronte di una richiesta di 12 anni di carcere. 

L’amico di famiglia, che ha avuto un certo ruolo in questa storia, è stato condannato anche lui a 9 anni e mezzo e a una multa di 23mila euro, sempre a fronte di una richiesta di 12 anni. 

Per entrambi è stato disposto l’allontanamento dallo Stato italiano, una misura che si applica raramente. L’allontanamento dallo Stato trova la propria ratio nell’interesse di difesa sociale e tutela dell’ordine pubblico a carico di individui la cui permanenza potrebbe risultare pericolosa.