L’AQUILA – Torna a pieno regime l’attività della terapia intensiva neonatale (Tin). Come i lettori di AbruzzoWeb ricordano il ricovero per le donne incinte tra la 24esima e la 32esima settimana erano stati sospesi creando un grave vulnus nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Da una decina di giorni, però, il reparto può contare su tutto il personale necessario a disposizione per garantire l’assistenza a future mamme con gravidanze a rischio, aquilane e non.

Come la donna del teramano che qualche sera fa, in preda alle doglie, si stava recando presso il nosocomio aquilano, dove opera il suo ginecologo di fiducia. Ma la voglia di venire alla luce della bimba che portava in grembo era troppo forte e alla fine il parto è avvenuto in auto, poco dopo l’uscita del casello autostradale.

Il marito della donna, una volta sentito il medico per telefono ed avergli comunicato dei sintomi di cui soffriva la neo mamma, si è precipitato verso il capoluogo, verosimilmente proprio per poter usufruire delle cure offerte presso la Tin.

La creatura, nata solo dopo 29 settimane, è adesso in cura presso la terapia intensiva, dove vi rimarrà per almeno dieci settimane, ma qualora le condizioni dovesssero stabilizzarsi è possibile che venga trasferita presso il reparto di Pediatria ancora prima.

Le condizioni, comunque, sono stabili.

Il pronto soccorso pediatrico, un’iniziativa finanziata generosamente da Sky con circa 2,2 milioni di euro, frutto di una raccolta fondi lanciata tra gli abbonati alla piattaforma satellitare subito dopo il terremoto del 2009, è uno dei fiori all’occhiello del dipartimento Materno-infantile dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, diretto dalla dottoressa Sandra Di Fabio. (g.a.)