L’AQUILA – Un problema che è tornato d’attualità la ricolocazzione delle attività commerciale che erano presenti in centro o in edifici in inagibili.

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“Il ‘Progetto L’Aquila Giovani – si legge in una nota – denuncia lo stato di totale abbandono in cui versa l’area ex Sercom nella frazione di Pagliare di Sassa a pochi metri dall’insediamento del Progetto Case che ospita circa 1500sfollati e chiede al Comune di metterlo subito a disposizione dei commercianti , di utillizzarlo per  creare un punto di aggregazione (utilizzando i 12milioni di Giovanardi), creando una sede unica delle istituzioni(Comune, Provincia, Università)evitando cosi di pagare affitti essosi. Un progetto contestatissimo, inserito nell’ambito del piano della ricettività, che avrebbe dovuto portare a Pagliare di Sassa non solo un centro commerciale con annessa una multisala cinematografica, ma anche una biblioteca, una piscina olimpionica e un palazzetto del ghiaccio”.

“E ancora, in quella struttura, secondo la convenzione all’epoca siglata da Comune e Sercom (correva l’anno 1999), avrebbero dovuto trovare collocazione anche le sedi dei carabinieri e delle Poste. Ma dopo otto anni e una serie di travagliate vicende (inchieste, ricorsi amministrativi, passaggi di proprietà e persino un incendio che devastò parte del tunnel centrale dell’immobile) rischia di finire in malora anche quel poco (rispetto al progetto iniziale) che è stato realizzato”.

“Il tutto mentre il Comune ha già revocato quasi due anni fa (per scadenza dei termini di legge) l’autorizzazione al commercio a suo tempo concessa alla Sercom e passata poi di mano prima alla Basileus e poi all’immobiliare ‘RI Investimenti 2 srl’. La convenzione prevedeva, infatti, un termine entro il quale completare l’intervento, pena anche l’acquisizione senza indennizzo – da parte del Comune – delle opere fin qui realizzate e l’annullamento della variante urbanistica con il conseguente rispristino della destinazione iniziale (attrezzature generali) dei terreni”.

“Contro la revoca della licenza commerciale non c’è stato ricorso al Tar. Ma è stato invece presentato un ricorso ‘straordinario’ al Presidente della Repubblica. Una procedura, forse solo un modo per prender tempo, che potrebbe sfociare in un rinvio del caso al Consiglio di Stato. Qualche mese prima del sisma  Ri Investimenti aveva proposto un programma che  prevede, sul fronte degli interventi pubblici, l’ampliamento della scuola elementare posta all’interno della media ‘Cirillo’ a Sassa Scalo; la realizzazione di un parco verde attrezzato a Pagliare di Sassa (in un’area di proprietà del Comune), con due campi polivalenti e una pista di pattinaggio; la costruzione della residenza sanitaria per portatori di handicap, denominata ‘Dopo di noi’, con 13 alloggi autonomi e uno spazio collettivo dotato, tra l’altro, di una piccola biblioteca, di ambulatori medici e di una vasca per terapie riabilitative”.

“Prevista anche la ristrutturazione del centro civico denominato ‘La casetta che non c’è’, sempre a Pagliare, nonché la sistemazione dello slargo a Sassa che diventerà una piazza pedonale. La società avrebbe anche dato la disponibilità a realizzare (fuori dal programma già presentato) i marciapiedi dall’ex Sercom a Sassa e un campo di calcio”.

“Interventi, questi, il cui costo (oltre 4 milioni di euro) sarà a carico della proprietà dell’ex Sercom che, in cambio, punta ad ottenere il sì per il completamento della struttura destinata ad ospitare un centro commerciale che, però, non potrà più accogliere la grande distribuzione in quanto il Comune ha già riassegnato l’unica licenza a suo tempo concessa alla Sercom. Ma, soprattutto, la Ri Investimenti Due ha inserito nel programma integrato una variazione di destinazione d’uso urbanistica che prevede la possibilità di realizzare 96 unità abitative (tra villette e palazzine di due e tre piani)”.