L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila vuole chiedere i danni alle ditte che hanno costruito male e con pessima efficienza termica parte dei 184 edifici e 4449 alloggi del progetto C.a.s.e., realizzato al’indomani del terremoto del 2009 dalla Protezione civile dell’allora Capo dipartimento Guido Bertolaso, in regime di emergenza per dare un tetto agli sfollati.
Per tale ragione il sindaco Massimo Cialente ha preso carta e penna e il 4 luglio scorso ha scritto al capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, chiedendo copia, “al fine di poter verificare le eventuali responsabilità delle imprese costruttrici”, dei contratti di affidamento dei lavori, dei capitolati d’appalto, dei certificati energetici asseverati dai direttori dei lavori.
Tutto quello che occorre insomma per valutare eventuali azioni legali.
“Molti edifici del progetto C.a.s.e. – spiega il sindaco – dimostrano una pessima efficienza energetica, in contraddizione con gli obiettivi priritari del programma iniziale, che erano quelli di garantire ‘Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili’, con consumi energetici sensibilmente inferiori ai limiti previsti dalla legge”.
Nel marzo del 2010 il patrimoni immobiliare del Case fu consegnato dalla Protezione civile allora diretta da Guido Bertolaso, al Comune dell’Aquila, che dal 2012 ne cura la gestione e la manutenzione.
Un compito, sottolinea il sindaco, “che da subito si è rivelato estremamente complesso e oneroso, a causa di diffusi e rilevanti difetti di realizzazione, strutturali, impiantistici ed edili, dovuti anche ai tempi ridottissimi di realizzazione, e dall’assenza di un adeguato piano di manutenzione ex ante, tanto da aver già costretto il Comune dell’Aquila, a dichiarare l’inagibilità di numerose unità immobiliari”.
Le rimostranze del sindaco troverebbero conferma empirica dalle termografie, fotografie a infrarossi delle pareti, realizzate nel 2012 dai tecnici di Legambiente su tutte e 16 le tipologie di edifici costruiti nell’ambito del Progetto C.a.s.e. distribuiti nelle 19 aree di intervento.
Dalle termografie, infatti, risulterebbeche affianco ad edifici realizzati in modo ottimale, ce ne sono 85 che presentano criticità rilevanti nella tenuta termica delle superfici opache esterne, con particolari dispersioni in corrispondenza di pilastri, solai, balconi, indice di una scarsa correzione dei ponti termici; e anche nelle stesse superfici di tamponamento, indice di un non uniforme isolamento.



