L’AQUILA – Un rinvio tecnico a maggio, con un calendario preciso di udienze già fissate, per valutare accuratamente le richieste di tutte le parti civili che vogliono costituirsi nel processo penale contro la Commissione grandi rischi.

Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare (Gup) del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, al termine di un’udienza durata poco meno di un paio d’ore.

Le udienze per i sette indagati, accusati di omicidio colposo, ci saranno a maggio, nei giorni 16, 17 e 18.

Assenti in aula tutti gli indagati “celebri” della Grandi rischi, mentre era presente una folta rappresentanza di familiari delle vittime e associazioni, tra cui la “309 martiri”, che si è costituita, così come il Comune dell’Aquila.

Curioso che tra le parti abbia richiesto di costituirsi anche il preside del Convitto nazionale, Livio Bearzi, imputato in un altro processo della maxi inchiesta crolli, quello relativo a quanto accaduto nell’istituto che dirige, dove il 6 aprile 2009 sono morti tre studenti.

IL PROCESSO

Gli indagati sono: Franco Barberi, presidente vicario della Commissione nazionale per la prevenzione e previsione dei grandi rischi e ordinario di Vulcanologia all’Università Roma Tre; Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile; Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ordinario di Fisica terrestre presso l’Università di Bologna; Giulio Selvaggi, direttore del centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, direttore della fondazione ‘Eucentre’ e responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di Fisica terrestre presso l’Università di Genova; Mauro Dolce, direttore dell’ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e ordinario di Tecnica delle costruzioni presso l’Università Federico II di Napoli.

A tutti vengono contestate le rassicurazioni fornite al termine della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dal sisma che devastò L’Aquila e numerosi comuni dell’hinterland, provocando 308 vittime.

È stata inoltre rinviata all’8 aprile prossimo l’udienza davanti al Gip del tribunale dell’Aquila relativa alle opposizioni fatte dalle parti civili in merito alla loro estromissione, chiesta con l’istanza di archiviazione presentata dal Pm, dal procedimento principale.

È stata aggiornata al 29 settembre prossimo, infine, l’udienza relativa alla causa civile intentata da 39 famiglie di vittime del sisma del 6 aprile scorso contro la presidenza del Consiglio dei ministri, da cui dipende il dipartimento di Protezione civile nazionale, accusato di aver rassicurato la popolazione nei giorni precedenti alla tragica scossa non facendo prendere precauzioni alla gente.

La richiesta complessiva è di 22 milioni di euro di risarcimento danni.

ANCHE IL PRESIDE DEL CONVITTO VUOLE ENTRARE TRA LE PARTI

C’è anche il preside del Convitto nazionale, Livio Bearzi, tra le oltre 30 parti civili che oggi hanno chiesto di costituirsi nell’ambito del procedimento penale contro la Commissione grandi rischi.

Lo conferma l’avvocato Paolo Guidobaldi, che assiste Bearzi in un altro processo, quello sui crolli al Convitto (dov’è coinvolto assieme al dirigente della provincia Vincenzo Mazzotta), annunciando che “abbiamo chiesto un risarcimento di 15 milioni di euro, che devolveremmo ai familiari delle vittime”.

Il motivo è presto detto. “Il Convitto – spiega il legale – è un’istituzione pubblica, e il preside viene accusato di non averlo sgomberato. Ma se fino al giorno prima le massime autorità avevano affermato che chiunque avesse agito diversamente sarebbe stato denunciato, come poteva Bearzi sgomberare l’istituto? Si è attenuto alle disposizioni, non ha omesso nulla, al contrario di quanto gli viene contestato”.

Quanto all’esito dell’azione civile, ammesso che venga accettata dal Gup, Guidobaldi sottolinea che “se passerà la nostra tesi certo non cadranno automaticamente le accuse per il preside (imputato per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni gravi, ndr), ma delle due l’una: l’omissione o c’è stata o non c’è stata”.

ALESSANDRONI: ”NECESSARIO VALUTARE L’AMMISSIBILITA’ DELLE PARTI”

“Oggi si è formalizzata la costituzione delle parti civili, tra 30 e 40, tra cui anche Enti e associazioni come la “309 martiri”, il Codacons, l’associazione Codici, il Comune dell’Aquila”.

Così l’avvocato di parte civile Fabio Alessandroni, che rappresenta l’associazione “309 martiri”, ha raccontato quanto avvenuto nell’udienza preliminare di oggi.

“Il rinvio – ha aggiunto – si è reso necessario per valutarne l’ammissibilità, è chiaro che potrebbe costituirsi tutta la città, ma bisogna porre un freno”.

VITTORINI: ”CI VUOLE LUCIDITA’, TEMPI COMUNQUE VELOCI”

“Dobbiamo attenerci ai tempi della giustizia, che in questo caso mi dicono siano abbastanza rapidi”.

Così ha commentato al termine dell’udienza il presidente dell’associazione “309 martiri”, Vincenzo Vittorini.

“Ci vuole lucidità estrema, una cosa importante per valutare questo delicato processo. Come ha detto anche il nostro avvocato, comunque, meglio un rinvio in più piuttosto che toppare e rischiare nullità”.