L’AQUILA – Motori già caldi e macchina organizzativa che non si è fermata un momento dall’inizio dello spoglio di domenica sera. Il testa a testa tra il segretario del Pd, Pier Lugi Bersani, e il sindaco di Firenze Matteo Renzi, candidati al secondo turno delle primarie del centrosinistra di domenica prossima.
L’appello che arriva dal comitato “Bersani per L’Aquila” dei democrat è uno solo “Andate a votare”, per provare ad intercettare voti dei vendoliani e dei sostenitori di Bruno Tabacci che nel capoluogo ha raggiunto un sorprendente 7 per cento sia per confermare il dato dell’affluenza alle urne del primo turno (3329 tra città e paesi dell’hinterland aquilano) sia per aumentare il distacco esistente tra i due competitor, dove il divario è linea con il nazionale (9 per cento) ma di molto inferiore a quello registrato in provincia (46 per cento Bersani, 30, 2 Renzi).
Secondo molti osservatori e anche per qualche rappresentante della nomenclatura storica della sinistra cittadina (ma non lo diranno mai pubblicamente) i circa trecento di scarto tra Bersani e Renzi lasciano un po’ di amaro in bocca (1298 contro 1000) per una serie di ragioni. L’intero establishment Pd è sceso in campo a sostegno di Bersani con il sindaco, Massimo Cialente, che ha invitato i cittadini apertamente a votare il segretario in carica e, soprattutto, la provincia aquilana e la città colpita dal sisma del 2009 non sono state minimamente sfiorate dal tour elettorale in Abruzzo da parte del rottamatore.
Un voto ‘d’opinione’ che il responsabile provinciale del comitato pro Bersani, Mauro Marchetti, componente insieme al già consigliere comunale Fabio Ranieri (insieme a Tonino De Paolis) del coordinamento temporaneo del Pd commenta così: “Sia Bersani sia Renzi hanno intercettato un voto d’opinione. Le persone hanno votato in modo libero senza alcun tipo di intervento da quello che viene ‘definito’ apparato del partito”.
Con Renzi, inoltre, sono schierati sia l’ex segretario comunale Francesco Iritale sia il presidente provinciale del partito, Americo Di Benedetto “Quindi se di apparato schierato vogliamo parlare questo era sicuramente con Renzi” aggiunge Ranieri che aggiunge “Chi pensa che la scelta del candidato premier sottintenda scelte locali in grado di veicolare le scelte si sbaglia. Siamo un partito fatto di persone libere che hanno scelto e votato in maniera libera”.
Sulle modalità di voto in vista del secondo turno il quadro è chiaro: si voterà negli stessi seggi di domenica scorsa, potrà votare solo chi ha votato al primo turno o coloro che nelle giornate di giovedì e venerdì si registreranno presso il comitato provinciale fornendo una ‘motivazione’ valida in base alla quale sia stato impossibile recarsi alle urne il 25 novembre.
“E’ stata una grande festa di democrazia, tutto si è svolto regolarmente e per il secondo turno si voterà con le regole che tutti i candidati hanno sottoscritto due mesi fa” hanno detto Ranieri e Marchetti.
“Sono amareggiato da alcune polemiche che sono nate a livello nazionale e che si sono declinate a livello locale – ha aggiunto Alessandro Mucciante, esponente del comitato – Si è voluto contrapporre il giovane al vecchio, il grigio al colore. Il 90 per cento dei giovani hanno votato per Bersani, e nessuno di loro si sente grigio. Si è forse confuso sullo scopo di queste primarie: si sceglie il candidato premier, non il segretario”.
“Rinnovo l’appello ai cittadini a recarsi alle urne – ha concluso Valentina Raparelli, altra esponente del comitato pro Bersani – Domenica c’è stata una grande dimostrazione di democrazia, con migliaia di persone che hanno votato in maniera libera e non cooptata da alcun apparato o nomenclatura”.





