L’AQUILA – All’ospedale San Salvatore dell’Aquila bisogna attendere oltre un anno di attesa per una mammografia.
“Ieri pomeriggio ho contattato il Cup (Centro unico di prenotazioni) del capoluogo abruzzese per prenotare la visita, la risposta mi ha lasciata senza parole: la prima prenotazione disponibile è per il 23 dicembre 2020 alle 8,22”.
Lo denuncia una lettrice di AbruzzoWeb. Addirittura, secondo quanto si è appreso, per le visite senologiche le prenotazioni sono già arrivate al mese di aprile 2021.
“Con questo andazzo si alimenta la politica del privato”, protesta un gruppo di donne, che sottolineano anche i tempi di attesa per prenotare e pagare prestazioni al Cup dell’ospedale San Salvatore, definendoli “un vero calvario, soprattutto per gli anziani”.
Si tratta soltanto dell’ennesimo caso legato alle liste di attesa e ai tempi, il più delle volte “non ragionevoli”, della sanità pubblica, che obbligano molti utenti a rivolgersi a cliniche private per gli esami.
Tante le segnalazioni e le denunce arrivate a questo giornale nell’ultimo anno: difficoltà nel mettersi in contatto con il Cup, otto mesi per poter essere sottoposti a una colonscopia all’ospedale del capoluogo, 18 mesi per lo stesso esame ma nel nosocimio di Avezzano, tre mesi per una risonanza, richiesta da una donna che ha già subito un intervento e una mastectomia, quasi un anno di attesa per una risonanza magnetica al cervello e al tronco encefalico.
Proprio per far fronte all’annosa problematica, le 4 Asl abruzzesi hanno avviato il percorso di abbattimento delle liste, sulla base degli indirizzi contenuti nella delibera approvata dalla giunta regionale lo scorso maggio, attraverso prestazioni aggiuntive, assunzioni di nuovo personale e acquisto di attrezzature tecnologiche.
Con la delibera, la Giunta regionale ha assegnato alle Asl un budget aggiuntivo di 2 milioni di euro per il 2019, da destinare all’abbattimento delle liste per quelle prestazioni diagnostiche e sanitarie in cui si registrano maggiori criticità; risorse, finanziate con fondi regionali, che vanno a sommarsi a quelle stanziate dallo Stato, ma che evidentemente non bastano per far fronte alla grande richiesta degli utenti.
A peggiorare il quadro, poi, c’è la grande carenza di personale, più volte denunciata dall’associazione medici dirigenti Anaao Assomed.
Il sindacato ad ottobre era tornato a sottolineare che secondo le stime, in regione mancheranno nei prossimi anni 601 specialisti: di cui 211 dell’emergenza urgenza, 46 chirurghi generali, 98 pediatri, 35 cardiologi e 37 anestesisti. Numeri destinati a salire se si considera che molti medici potrebbero decidere di usufruire dello strumento “Quota 100” per il pensionamento anticipato.
Inoltre, nelle scorse settimane, l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, ha annunciato il via libera da parte della Giunta regionale a 1755 nuove assunzioni entro il 2021 e con la possibilità di sostituire 1uno a uno i dipendenti che si dimettono o vanno in pensione.
Non è migliore la situazione degli interventi: secondo il VII Osservatorio civico presentato a novembre da Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, per un intervento per il tumore alla prostata l’attesa è di ben 85,5 giorni in Abruzzo, regione in cui, non è garantita, secondo il report, l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).



