L’AQUILA – “Quando penso alla poesia, io penso a ‘M’illumino d’immenso’ di Ungaretti, che raccoglie in sé il senso profondo della vita. È questo ciò di cui abbiamo bisogno per rinascere, al di là della rinascita nei mattoni”.

È su queste parole dell’assessore comunale alla Cultura, Stefania Pezzopane, che si è conclusa la 9ª edizione del Premio letterario internazionale “L’Aquila-Carispaq” intitolato a Laudomia Bonanni.

Un’edizione “sfortunata” a tratti, che ha contato assenze importanti nella sua cerimonia finale: l’ospite d’onore Natan Zach, la vincitrice della sezione A, Paola Mastrocola, e anche uno dei finalisti.

Ciononostante è stata un’edizione carica e particolarmente intensa, ricca di riflessioni sul senso della vita, sul “lavoro” del poeta e sul significato dell’“essere esseri umani”.

A tutte queste riflessioni è stata una sola donna a spingere, la grande poetessa Alda Merini, membro della giuria del Bonanni, venuta a mancare il 1 novembre 2009.

Gli organizzatori del Bonanni, a un anno dalla sua scomparsa, hanno deciso di farle omaggio con una serie di filmati ritrovati tra gli archivi della Rai.

Filmati molto significativi che ritraggono la poetessa milanese come se fosse vista da scorci diversi: non c’è mai un video che ritragga interamente la Merini, ma solo frammenti che fanno vedere ogni volta una donna diversa.

La pazzia, gli amori, le passioni, la povertà, tutti aspetti che, messi insieme, costituiscono i tratti fondamentali che hanno reso la Merini un personaggio fondamentale per la letteratura del novecento.

Da una poetessa famosa e affermata a piccole poetesse in erba: la premiazione è cominciata dalla sezione B del concorso, poesia inedita per studenti di scuole medie superiori della provincia dell’Aquila. Le vincitrici ex-aequo sono state Stefania Di Mattia e Ida Venditti, del liceo classico Torlonia di Avezzano.

Le due ragazze, nonostante la forte emozione, hanno letto alcune delle loro poesie, tra i complimenti e gli auguri per il futuro dei membri della giuria.

Giovanissimo anche il vincitore della sezione C del premio (autori che non abbiano superato i 35 anni), Andrea Cati, originario di Brindisi, che ha stupito la platea con alcune poesie tratte dal suo libro “Eppure io mi innamoro”.

La vincitrice della sezione A del concorso (poesia edita), Paola Mastrocola, non ha potuto presenziare alla premiazione, ma i membri della giuria hanno comunque introdotto al pubblico la sua raccolta “La felicità del galleggiante”.

Molto sentiti i commenti di alcuni membri illustri della giuria, riguardo il significato del premio Bonanni per la città dell’Aquila in questo momento.

“Questo premio – ha commentato la poetessa Anna Maria Giancarli – significa una rinascita, è indice che stiamo ricostruendo la nostra identità, la nostra cultura, non solo le case”.

“Ed è solo dalla ricostruzione di noi – ha aggiunto – che approfondiamo, ma nello stesso tempo leniamo, il dolore”.

Nonostante l’assenza del poeta Natan Zach, il suo traduttore e amico, Roberto Piperno, ha voluto regalare un ritratto molto particolare dell’autore attraverso le sue poesie e alcuni aneddoti.

Dai suoi racconti è uscito fuori un Zach molto più “intimo”: un bambino che alla ricerca della sua identità e un adulto che attraverso la poesia ha continuato a cercarla, attraverso parole dure a tratti, ma anche ironiche, lunghe domande in versi sui misteri del mondo.

La serata è volta al termine dopo il saluto e gli auguri del presidente della Carispaq, Antonio Battaglia, che ha finanziato i premi e messo a disposizione i suoi locali per la serata finale.

“A noi – ha dichiarato – rimane il compito di mantenere vivo il tessuto sociale, fatto di cultura e speranza”.

Nonostante le assenze impreviste, l’edizione è andata bene e ci sono già grandi aspettative riguardo la prossima.

“Abbiamo già tanti programmi in cantiere – ha concluso la Pezzopane – per festeggiare al meglio il decennale del Bonanni”.

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