L’AQUILA – Il territorio aquilano riparte artigianalità, manualità, hi tech e innovazione con i 28 nuovi progetti QIP, premiati oggi pomeriggio con un finanziamento a fondo perduto, dal Comitato Abruzzo nato dalla volontà di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.
Sono 410 mila euro i fondi destinati ai territori colpiti dal sisma del 2009 per i Quick Impact Project, interventi di microfinanza a impatto rapido, dedicati allo start-up di imprese aventi sede operativa nei Comuni del cratere e in quelli ricompresi nei territori che ospitano gli 8 macro-progetti finanziati già nel 2010 dal Fondo Sisma.
I progetti sono stati selezionati tra i 67 pervenuti alla seconda scadenza del 30 aprile prevista dal bando, pubblicato lo scorso 16 gennaio dal Comitato Abruzzo.
Soddisfatto, Fabio Spinosa Pingue, presidente del Comitato di promozione del Fondo di intervento che ha sottolineato “l’importanza del progetto finalizzato alla ripartenza del territorio e della sua economia per aziende già esistenti e start up”.
“Avremmo potuto scegliere di finanziare il restauro di una chiesa – ha spiegato – Ma abbiamo preferito dare fiducia e premiare gli imprenditori e i neoimprenditori che hanno voglia di ripartire e scommettere sul territorio”.
“Abbiamo mantenuto l’impegno preso per dare una vera possibilità a giovani del terriotorio che hanno menti eccelse e che hanno realizzato iniziative lodevoli – ha detto Leopoldo Lucioli, del Comitato Abruzzo nazionale – Siamo lieti di poterli aiutare a riprendere l’attività per dare una mano all’Abruzzo a risollevarsi dopo il terremoto”.
Tra i progetti più originali, quello di Gabriele Simonelli di Sulmona, titolare della ditta Hawkeservice di Sulmona che si occupa di bird control, cioè l’allontanamento di speci infestanti come colombi, piccioni o gabbiani attraverso ultizzo di rapaci.
Premiata anche la ditta aquilana Zaladi, che lavora carta. I proprietari, ex operai di una grande azienda dello stesso settore che ha chiuso i battenti, si sono infatti reinventati aprendone una propria.
“Credevamo nel nostro progetto e abbiamo deciso di aprire una società cooperativa di cui sono presidente – precisa Sandro Zanon – Ci occupiamo per adesso di piccola e media distribuzione, nella quale si può lavorare molto di più sul prezzo. Il nostro è un mercato su cui si può scommettere”.
Massimo Tirocchi, invece, è un artigiano avezzanese che ha deciso di fare della sua passione un vero e proprio lavoro.
Costruisce, infatti, interamente a mano canne da pesca in bambu con la mosca artificiala.
“Un tipo particolare di pesca d’èlite di origni anglosassoni e ogni pezzo è unico nel suo genere – ha spiegato – I mercati di riferiemnto sono esteri, per ora, e la realizzazione è annuale, a richiesta”.






