L’AQUILA – “È ormai da qualche anno che avvicinandosi il 31 dicembre, anziché metterci nell’attesa di qualche giorno di festa e di riposo a conclusione di anni sempre più faticosi, siamo costretti a maratone estenuanti per cercare di scongiurare il licenziamento dei lavoratori precari della pubblica amministrazione”.

Lo afferma Ferdinando Lattanzi della Cgil-Fp.
 
“Leggo sulla stampa di oggi – continua Lattanzi – l’intervento della Uil che si occupa di 88 lavoratori precari del Comune, e mi chiedo come mai solo di 88 dei 98 lavoratori a tempo determinato e perché non dei 41 co.co.co. o degli 85 lavoratori di Abruzzo Engineering che lavorano all’ufficio Ricostruzione del Comune e perché non dei 110 dipendenti a tempo determinato della Provincia che scadono anch’essi il 31 dicembre o dei 29 dipendenti a tempo determinato della Provincia che sono andati a casa il 14 novembre scorso”.

“Oggi stesso – aggiunge il sindacalista della Cgil-Fp – c’è stato un incontro con il presidente della Provincia nel quale abbiamo deciso, insieme agli altri sindacati presenti, di sostenere gli interventi avviati dall’ente presso il ministero della Funzione pubblica e presso la Protezione civile per poter scomputare dalle spese per il personale, le spese relative ai lavoratori che svolgono attività connesse al sisma e dei lavoratori che partecipano ai progetti con finanziamento Por, in modo da ‘aggirare’ le norme nazionali che impediscono nuove assunzioni negli enti pubblici”.

“Sono le norme nazionali emanate nel corso degli ultimi anni dall’ex governo – motiva Lattanzi – che ha arrestato il processo virtuoso di eliminazione del fenomeno del precariato dalla pubbica amministrazione iniziato con le ultime due finanziarie del governo Prodi. È un vero peccato che solo ora tutti i sindacati scoprano quanto siano deleteri gli effetti di quelle norme che loro hanno accettato e qualche volta concordato, contro le quali la Cgil si è battuta strenuamente in beata solitudine con un’interminabile serie di scioperi e manifestazioni”.

“Ora leggo che il segretario della Uil-Fpl Fabio Frullo – conclude Lattanzio – chiede il rinnovo dei contratti per un anno; alla soddisfazione nel costatare che qualcuno sia ritornato a fare il sindacalista, dismettendo le vesti di venditore di sogni, si unisce l’amarezza per il tempo e le opportunità che si sono perse, per questi lavoratori, per il fatto di non aver potuto affrontare unitariamente il loro problema”.