L’AQUILA – È sempre più aperto lo scontro politico sulla mozione per la ricostruzione a breve in un tratto del centro storico approvata dal Consiglio comunale.
Questa mattina alcuni consiglieri di opposizione avevano denunciato di non essere a conoscenza “dell’ipotesi di agenda a breve termine inviategli lo scorso 5 agosto”.
Pronta la replica del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che in una nota ha dichiarato come “l’agenda a breve termine era un atto di mero indirizzo”.
Solo qualche giorno fa il documento era stato definito “illusorio” da parte del commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi.
OPPOSIZIONI SCATENATE: “NON SAPEVAMO DEL DOCUMENTO DEL 5 AGOSTO SU RICOSTRUZIONE BREVE”
La Quarta Commissione consiliare del Comune del capluogo abruzzese, presieduta dal coordinatore regionale della Destra, Luigi D’Eramo, chiederà di incontrare il Commissario delegato alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, e il responsabile della Struttura tecnica di missione, l’architetto Gaetano Fontana.
L’intento di D’Eramo, insieme agli altri consiglieri comunali Vito Colonna (Pdl), Emanuele Imprudente (Mpa) e Corrado Sciomenta (Udc) è quello di aprire un tavolo istituzione con Chiodi e Fontana in quanto il sindaco, Massimo Cialente, “non ha informato il Consiglio comunale dell’ipotesi di agenda a breve termine inviategli lo scorso 5 agosto” è stato detto in conferenza stampa.
“Stiamo perdendola fiducia nelle istituzioni – dice Imprudente – e noi invece vogliamo fare chiarezza. I consiglieri comunali di maggioranza e alcuni della minoranza presentano mozioni o proposte di delibera spalleggiati dal primo cittadino, ma qualcosa su cui ragionare già c’era e Cialente l’ha tenuta nascosta. Tra l’altro il sindaco aggiunge confusione, come nel convegno di Roma dichiarando altre idee per la ricostruzione. Insomma si fa solo confusione”.
D’Eramo ha aggiunto che “una base su cui discutere e lavorare già c’era dal 5 agosto, ma il sindaco lo ha tenuto in un cassetto. Il documento trasmesso ad agosto doveva essere discusso, visto che ci sono dei passi importanti che non vanno accantonati. Nell’ipotesi di agenda a breve termine si parla anche della possibilità di realizzare di opere per migliorare il centro storico. Qualcuno vuole solo il caos e noi consiglieri comunali possiamo essere tacciati da incapaci, ma così non è”.
Corrado Sciomenta ha detto che ”non possiamo dire no alla Stm di Fontana, perchè il Comune non ha la possibilità di reggere una struttura simile. Sono poi importanti i piani di ricostruzione altrimenti ci continua a fare altra confusione, come l’urbabinista in città e i colori esterni dei palazzi. Ricordo che a Gemona, in Umbria e nelle Marche hanno primo studiato i piani di riscostruzione e dopo dua anni sono partiti i lavori. Non dimeticatevi che parliamo di città piccole al contrario della nostra città molto più grande e la maggior parte vincolata dalla Sopritendenza”.
D’Eramo, Imprudente, Vito Colonna e Sciomenta in coro hanno concluso affermando che ”mancano 12 mesi alla campagna elettorale e qualcuno già sta pensando di partire per i voti. Il sindaco vuole passare come una buona persona che ha l’altra parte politica contro. Il documento trasmesso lo scorso 5 agosto ha tutte le indicazioni per quanto riguarda la ricostruzione del centro storico, quindi discutiamo insieme e vediamo se va bene per la città. Non si vogliono regole certe, percè qualcuno spera di avere qualche vantaggio. La lunga burocrazia? Se servisse a bloccare i furbi, allora sì. Tra l’altro sull’ipotesi di agenda a breve termine c’è scritto anche come trovare le risorse economiche, mentre sindaco e consiglieri comunali protestano e denunciano che non ci sono soldi”. (S. Cas.)
SINDACO CIALENTE: “QUEL DOCUMENTO ERA DI PURO INDIRIZZO ED ERA VISIBILE SUL SITO DEL COMMISSARIO”
“Qualunque tentativo di minimizzare l’importanza o di sviare l’attenzione rispetto all’atto deliberativo votato lunedì in consiglio comunale è solo demagogico. Basta con la politica delle parole e delle polemiche, adesso è tempo di agire”.
Il sindaco, Massimo Cialente, interviene sulla questione dell’individuazione di un’area a fattibilità immediata nel centro storico dell’Aquila, in corrispondenza con l’asse longitudinale nord – sud e quindi con corso Vittorio Emanuele II- corso Federico II – piazza Duomo – piazza Palazzo.
“L’ipotesi di agenda a breve, trasmessa dalla Struttura tecnica di Missione – spiega Cialente – conteneva, tra varie indicazioni generiche, un’osservazione sul ruolo strategico costituito dall’asse del corso, per cui dunque potevano programmarsi interventi in via prioritaria. Niente di più, solo un’osservazione di poche parole in mezzo a tante altre. Ben diverso – precisa Cialente – lo scopo della mozione approvata dal consiglio, la cui peculiarità è quella di individuare un percorso, progettuale e normativo, di specificare quali sono i referenti e quali gli interlocutori di questo programma, quali i tempi, e quali, infine, le previsioni in ordine ai costi. Un atto concreto, dunque, non solo una dichiarazione di intenti rispetto a cosa si potrebbe fare in un futuro nebuloso”.
Cialente risponde anche a chi parla di una supposta mancanza di informazione ai consiglieri.
“La relazione – prosegue Cialente – è fin da allora consultabile sul sito del commissario per la ricostruzione, alla voce Atti e Documenti, insieme con tanti altri scritti che in quel periodo ci venivano prodotti, tra cui addirittura ipotesi di piani strategici per il nostro territorio. Dunque si tratta di una relazione visibile da tutti e di cui tutti i soggetti interessati, tra cui ovviamente ci sono i consiglieri comunali, potevano prendere atto e acquisire contezza, allo stesso modo di come acquisiscono contezza, alla pari del resto dell’amministrazione comunale, dei decreti commissariali che ormai ci piovono addosso e di cui nulla sappiamo prima della pubblicazione”.
“Dico questo solo per fare chiarezza, – conclude il primo cittadino – non certo per entrare in polemiche di cui credo che questa città davvero non abbia bisogno. Quello che serve è concretezza e condivisione. Solo così potremo vincere la sfida della ricostruzione, come ha dimostrato la mozione approvata dal consiglio e come dimostrano le decisioni assunte dal Comune, e gli atti conseguenti, per le aree di Santa Maria di Farfa – San Bernardino e Porta Napoli . Non vorrei che a qualcuno possa creare disagio l’impulso che il Comune sta cercando di imprimere per la ricostruzione che cozza, mi rendo conto, con lo stallo normativo e decisionale che ha caratterizzato l’ultimo anno”.
“Mi rifiuto di pensare che le dichiarazioni del presidente, Gianni Chiodi, siano state suggerite dal desiderio di sconvolgere un rinnovato clima di leale collaborazione che il Comune dell’Aquila ha instaurato con il vice commissario Cicchetti e con tutti gli altri protagonisti a vario titolo coinvolti nella gestione dell’emergenza e nell’avvio della ricostruzione. Collaborazione che, proprio ieri, ha mostrato di essere il giusto metodo, cercato da tempo, per risolvere i problemi e ridare speranza a tutte le aquilane e a tutti gli aquilani. Sono certo, o almeno spero, che nessuno voglia disfare la tela che, con tanta fatica e generosità, si sta cercando di iniziare a tessere. Per quanto mi riguarda, nell’esclusivo interesse della mia città, cercherò in tutti i modi di evitare polemiche e scontri, pur difendendo strenuamente le scelte dell’amministrazione e del consiglio comunale ”.
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