L’AQUILA- “Sento di avere un “debito di coscienza” verso chi ha consentito il ripristino, ed anzi il miglioramento, dei palazzi storici della città. Pertanto, la mia missione sarà quella di condividere le bellezze di Palazzo Pica Alfieri, i suoi profumi e ogni singolo scorcio di un glorioso passato, con tutta la popolazione aquilana. Proprio questi eventi di elevato spessore culturale, seppur di poche ore, rappresentano l’occasione per “sdebitarsi” e consentire alla cittadinanza di godere delle bellezze storico-artistiche della città”.

Questa la perentoria risposta Fabrizio Pica  Alfieri, comproprietario dello storico Palazzo Pica Alfieri a L’Aquila, al condomino  Roberto Giannangeli, che con una nota, pubblicata da Abruzzoweb, ha espresso la sua contrarietà allo svolgimento dello spettacolo di danza all’interno del cortile del palazzo, in programma  il 1 e 2 luglio prossimi,  nell’ambito del Festival Visioni a cura dell’associazione culturale Gruppo e-motion. E ha rivelato di aver intimato all’amministratrice condominiale “di non autorizzare nessuna manifestazione, nella considerazione che un siffatto uso del  cortile, comportando una evidente limitazione ai loro diritti di uso e di godimento del medesimo, costituisce una innovazione vietata dalla legge, giusta art. 1120, ultimo comma C.C”

LA REPLICA DI PICA ALFIERI

Il Palazzo Pica Alfieri, edificio del XVIII secolo di grande interesse storico e artistico, restaurato dopo il terremoto del 2009 e riportato alla sua naturale bellezza, si presta, come si è prestato in passato, allo svolgimento di eventi culturali ed artistici come quello in programma l’1 e 2 luglio p.v.

Da quando il sottoscritto ha aperto la Galleria Monumentale del Palazzo, sono stati celebrati numerosi eventi di carattere artistico-culturale che hanno portato la popolazione aquilana e non a godere di uno degli edifici più importanti e belli del capoluogo.

In un momento storico in cui anche in altre città italiane si sta portando l’arte e la cultura nelle case della gente, accampare fantomatici problemi di compromissione del diritto di uso e godimento del cortile solo per gettare ombra sugli eventi già calendarizzati e mettere il bastone tra le ruote, appare francamente grottesco e fuori luogo.

Anche il riferimento all’art. 1120 c.c. ultimo comma e alle “innovazioni” con esso disciplinate, appare assolutamente privo del benché minimo sostegno giuridico.

Equiparare un evento di natura artistico-culturale della durata di qualche ora ad una “innovazione” che renda inservibile il cortile all’uso o al godimento dei condomini firmatari della lettera, significa ignorare completamente il significato tecnico del termine.

Le innovazioni sono modifiche materiali o funzionali di carattere duraturo dirette al miglioramento, uso più comodo o al maggior rendimento delle parti comuni.

Certamente un evento culturale di danza della durata di poche ore come quello previsto per i primi di luglio, organizzato nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento interpersonale, non potrà rappresentare quella modifica di una parte comune dell’edificio tale da essere qualificata come innovazione, nel senso tecnico-giuridico del termine.

Ad ogni modo, l’assemblea è sovrana e, nella seduta del 20 giugno u.s., ha deliberato la possibilità di concedere l’uso della corte principale per manifestazioni di alto profilo culturale che rendano merito, dopo anni di sofferenza legata al sisma prima ed alla pandemia dopo, ad un monumento come Palazzo Pica Alfieri, consentendo alla popolazione aquilana e non di godere in totale sicurezza delle sue strabilianti bellezze.

Sento di avere un “debito di coscienza” verso chi ha consentito il ripristino, ed anzi il miglioramento, dei palazzi storici della città. Pertanto, la mia missione sarà quella di condividere le bellezze di Palazzo Pica Alfieri, i suoi profumi e ogni singolo scorcio di un glorioso passato, con tutta la popolazione aquilana. Proprio questi eventi di elevato spessore culturale, seppur di poche ore, rappresentano l’occasione per “sdebitarsi” e consentire alla cittadinanza di godere delle bellezze storico-artistiche della città.