L’AQUILA – “Un concorso internazionale di idee valutate da una commissione tecnico scientifica per decidere il destino dell’area della casa dello studente di via XX settembre”.
Così il commissario dell’Azienda per il diritto agli studi universitari, Francesco D’Ascanio, interpellato dal quotidiano Il Messaggero, corregge parzialmente il tiro sui suoi piani per quella zona, che ha svelato in anteprima ad AbruzzoWeb: la realizzazione di una piazza della memoria con un parcheggio sotterraneo a due piani.
L’idea ha ricevuto l’approvazione “a caldo” del sindaco, Massimo Cialente, e del comitato dei familiari delle vittime, per bocca della portavoce Antonietta Centofanti.
Ma dal giorno successivo si sono scatenate le polemiche. Non tanto sulla piazza, approvata come luogo di memoria e, nonostante lì siano morti otto giovani, di speranza, di vita.
Quanto piuttosto sul parcheggio, visto come fumo negli occhi, considerato un modo per lucrare in una zona che, invece, meriterebbe solo dolore, rispetto e silenzio.
I familiari dei ragazzi scomparsi hanno silurato l’idea di D’Ascanio e anche il sindaco ha fatto una precipitosa retromarcia. Di qui il cambio di rotta del commissario Adsu, che ora affida i destini della zona alla città.
Sullo stesso argomento ha voluto scrivere una lettera a D’Ascanio Liliana Centofanti, sorella di Davide, uno dei ragazzi rimasti vittime del crollo ad appena 19 anni.
Facendo una metafora tra il terremoto e la pioggia, la giovane scrive: “Questo dolore è ormai un reumatismo che ci perfora le ossa e non c’è alcuna possibilità di guarigione. Quel che è certo è che gli strappi si possono ricucire, forse anche quelli più difficili, ma per farlo occorre il filo migliore. E non è di certo un parcheggio. È un filo fatto di rispetto, di coerenza, di buon senso, di memoria”. (alb.or.)
DOCUMENTI CORRELATI:
LA LETTERA COMPLETA (pdf, 51 Kb)
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