L’AQUILA – Ormai manca solo l’ufficialità alla nomina del nuovo arcivescovo metropolita dell’Aquila, che a meno di sorprese sarà il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, monsignor Giuseppe Petrocchi.
La conferma arriva dalla nota inviata dall’Arcidiocesi dell’Aquila che in un comunicato invita a visitare il suo sito ufficiale proprio intorno alle 12, ora in cui scade l’embargo.
Sul sito web www.diocesilaquila.it la nomina verrà riportata non appena sarà diffusa dalla sala stampa della Santa Sede a Roma attraverso il sito del Vaticano.
Sarà molto difficile che il nuovo arcivescovo, che sostituirà monsignor Giuseppe Molinari, dimissionario per raggiunti limiti di età, potrà essere all’Aquila oggi, in quanto alle 11.45 ha fissato un incontro con il clero nella sua diocesi per congedarsi ufficialmente.
Stando a quanto si è appreso, monsignor Petrocchi potrebbe arrivare nel capoluogo abruzzese lunedì, cogliendo l’occasione della festa patronale di San Massimo per incontrare per la prima volta i fedeli.
PERCORSO DEFINITO ‘INUSUALE’, ALLA FINE LA SPUNTA UN NOME A SORPRESA
Monsignor Giuseppe Petrocchi, 65 anni, nativo di Venagrande, frazione del Comune di Ascoli Piceno, da 15 anni vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, è in pole position per l’importante carica di arcivescovo metropolita dell’Aquila.
Arriverà all’Aquila per sostituire monsignor Giuseppe Molinari, 75 anni, originario del comune aquilano di Scoppito, dimissionario per raggiunti limiti di età dallo scorso mese di dicembre, con la proroga inoltre scaduta in questi giorni.
Proprio ieri Molinari ha festeggiato il 15° anno a capo della Chiesa aquilana, avendo sostituito monsignor Mario Peressin il 6 giugno del 1998. Pochi giorni prima che Petrocchi si insediasse a Latina, con un percorso simile.
La nomina del prelato marchigiano sarebbe stata definita sabato scorso dalla congregazione per i vescovi e, secondo fonti bene informate sia romane che locali, potrebbe essere ufficializzata alle ore 12 di domani, sabato, un giorno che solitamente coincide con l’ufficializzazione di nuovi insediamenti.
In questo senso, da giorni il nome di Petrocchi e della sua imminente nomina circola negli ambienti curiali e tra i fedeli, nell’ambito dei quali c’è grande attesa.
Dalla Curia aquilana comunque non ci sono ancora stati, come accade di solito, annunci o convocazioni di conferenze stampa per le ore 12 quando scade l’embargo sulla nomina.
Che tuttavia sarebbe stata comunicata a monsignor Molinari nei giorni scorsi nel corso di una sua visita in Vaticano per la partecipazione a un evento. Per il prelato aquilano si era parlato di un incarico come canonico della basilica di San Pietro.
Alla scelta si è arrivati con un percorso definito in seno alla Chiesa ‘inusuale’: infatti, i papabili che hanno fatto parte della rosa presa in considerazione dalla Santa Sede sono stati nel tempo esclusi
Parliamo dei vescovi di Avezzano, monsignor Pietro Santoro, di Sulmona-Valva, monsignor Angelo Spina, di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia, del nunzio apostolico in Serbia, monsignor Orlando Antonini, e il presidente del tribunale ecclesiastico di Chieti, monsignor Angelo Vizzarri.
Secondo quanto si è appreso, per promuovere la candidature di quattro di loro ci sarebbero state troppe pressioni in Vaticano da parte degli alti prelati di riferimento di riferimento dei papabili.
A quel punto, la Santa Sede ha ritenuto di dover virare verso altri candidati individuando in monsignor Petrocchi la figura giusta per affrontare le problematiche di una piazza difficile: sia per la ricostruzione in atto alla luce dei gravi danni che il terremoto del 6 aprile 2009 ha causato al patrimonio ecclesiastico, sia per i veleni in atto per via della guerra in atto tra l’arcivescovo Molinari e il vescovo ausiliare monsignor Giovanni D’Ercole, arrivato all’Aquila dopo il sisma per sostenere il titolare dell’Arcidiocesi.
Un clima aggravato dalla polemica innescata dalle accuse dei costruttori secondo cui la Curia avrebbe tagliato fuori le imprese locali dagli appalti più grandi, a vantaggio di aziende proveniente da fuori regione.
A proposito di D’Ercole, con l’arrivo di Petrocchi sarebbe stata pianificata la sua conferma come vescovo ausiliare: anche se, secondo alcune voci, il prelato potrebbe essere assegnato come titolare in un’altra diocesi.
Infine una curiosità: il 9 maggio a Latina, nell’imminenza della 47ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, D’Ercole, segretario della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali e conduttore della trasmissione televisiva Rai Sulla via di Damasco, ha incontrato Petrocchi partecipando al convegno sul tema “Dalla TV a Facebook: quando l’evangelizzazione diventa… globale”. Berardino Santilli





