L’AQUILA – Scala al prossimo anno, ma sarà sicuramente riproposto il progetto del Comune “Scuole aperte” per utilizzare gli istituti cittadini di pomeriggio e di sera come spazi aggregativi e culturali per i giovani.

Cambierà anche nome, come annuncia l’assessore al Sociale Stefania Pezzopane.

“Visto che le scuole aperte non sono piaciute – spiega – lo chiameremo ‘Scuole attive’. Con molto rammarico, quest’idea condivisa e apprezzata non si è concretizzata, ma non molliamo”.

Il progetto, da 300 mila euro all’anno per tre anni, prevede l’utilizzo delle scuole per due scopi.

Primo, attività didattiche integrative condotte dalla stessa scuola; secondo, la concessione al Comune degli spazi in orari non di lezione.

L’Ente gestirebbe in quelle ore le strutture, una decina in tutto tra Elementari, Medie e Superiori della periferia e delle frazioni, coinvolgendo istituzioni culturali cittadine per attività programmate, diverse da scuola a scuola: in un istituto laboratori di cinema, in un altro di musica, e così via.

“Nelle riunioni – ricorda la Pezzopane – c’è stata grande disponibilità dei presidi, ma per avere i soldi ci sono stati problemi. Prima abbiamo provato con i ‘fondi Giovanardi’ (quelli del sottosegretariato alla Famiglia su cui si sono scornati a più riprese il sindaco e lo stesso sottosegretario, n.d.r.) ma il suo bando prevedeva solo residenze finanziabili e non attività”.

“Allora – prosegue – abbiamo provato con i ‘fondi Meloni’, ma l’assessore regionale alla Formazione Paolo Gatti ci ha detto che sarebbero arrivati finanziamenti dal ministero dell’Istruzione”.

Un buon colpo, ma i soldi non si sono visti.

“Mercoledì scorso, nell’ultimo vertice, da me incalzato Gatti ha detto che i fondi ci saranno appena sarà nominato il nuovo provveditore regionale. Sarà per l’anno prossimo”, conclude sconsolata ma combattiva la Pezzopane. (alb.or.)