L’AQUILA – Maggiore trasparenza e coinvolgimento della società civile nei processi di ricostruzine. A chiederle è il segretario provinciale del Pdci Angelo Ludovici, che in una nota, accusa il Comune dell’Aquila di aver “usato” le proteste di comitati e assemblea cittadina (forse per guadagnare popolarità? ndr), per poi arroccarsi in posizioni di autoreferenziali e isolate dal confronto con la popolazione.

Un nuovo attacco alla maggioranza guidata dal sindaco Massimo Cialente che arriva dall’ala più radicale della coalizione che l’ha portato alla vittoria delle elzioni amministrative del 2008 (il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti è proprio del Pdci); dopo gli abbandoni di Prc e Sel anche il Pdci volta le spalle al vice commissario per la ricostruzione cui rimane solo il Pd quale unico alleato affidabile, considerate le criticità più volte sollevate dall’Italia dei Valori.

“Si ha la netta sensazione – scrive Ludovici – che l’Amministrazione comunale, dopo aver cavalcato per  alcuni momenti la capacità di mobilitazione dell’assemblea cittadina ormai, si  richiuda in se stessa e torni a privilegiare il disegno di una ricostruzione fatta nel chiuso di qualche studio tecnico o  a tavolino degli uffici tecnici  comunali”.

“Non si vuole comprendere che oggi l’idea di trasparenza assume un significato  che va al di là del materiale e degli interessi particolari. Essa coinvolge il  terreno delle sensibilità personali ed umane, tende alla complessità ed alla  verifica dell’uso responsabile delle risorse disponibili”.

Ludovici si riferisce poi al proliferare di abitazioni e case che hanno modificato lo skyline cittadino, senza alcuna programmazione dei tecnici comunali, nei confronti dei quali rivolge altri strali.

“Ognuno di noi percepisce che dopo il terremoto il nostro territorio si sta trasformando profondamente senza regole e trasparenza. Case e casette di legno, palazzi e  palazzetti in cemento armato, sbancamenti in situazioni di mancato rispetto  ambientale stanno crescendo come funghi e senza alcuna regola”.

“Il Piano  Regolatore viene costantemente stracciato da comuni cittadini ma anche da  imprenditori. Ed è questa mancanza di regole che pone alla prova la capacità di ragionare in modo partecipato e trasparente. In realtà, ci rendiamo conto dell’ inadeguatezza, a dir poco, se non di complicità degli uffici tecnici comunali. Se non c’è trasparenza e regole, in questi Uffici prevalgono interessi particolari e la regola dei due pesi e due misure”.