L’AQUILA – Quarantacinque giorni di tempo per “rimuovere le opere che rendono precludibile l’accesso all’area” con l’avvertenza che “in difetto, senza ulteriore avviso, si procederà all’esecuzione forzata, con rivalsa di spese”.
È quanto si legge nell’ordinanza di sgombero “parcheggio pubblico” firmata lo scorso 14 giugno dal dirigente del settore Ricostruzione privata e Urbanistica, l’architetto Roberto Evangelisti, in merito alla vicenda dell’area sosta in via Amiternum all’Aquila, contesa tra il Comune e un privato.
Come già raccontato da AbruzzoWeb, nell’accordo siglato nel 2005 tra l’Amministrazione guidata dall’allora sindaco Biagio Tempesta, e la ditta “Aldo Del Beato Costruzioni”, era stato assunto l’impegno alla realizzazione e cessione gratuita, in favore dell’amministrazione comunale, di un parcheggio pubblico a raso di 21 posti auto, che rientrava in un progetto più ampio comprendente la costruzione di un fabbricato sugli stessi terreni.
Il parcheggio è stato utilizzato come pubblico fino a qualche mese fa quando, improvvisamente, l’accesso è stato interdetto con delle sbarre automatiche, riservato ai soli condomini della palazzina di proprietà della stessa impresa di costruzioni. Impresa che però, dal canto suo, ha smentito questa ricostruzione, sostenendo che l’area non è pubblica e di esserne proprietaria, negando quindi la possibilità della rimozione delle sbarre.
Nell’ordinanza, invece, viene ricordato tra le altre cose: “la Giunta comunale, con deliberazione n.220 del 14.62005, preso atto della proposta della Del Beato in ordine alla sistemazione a cessione a parcheggio pubblico delle porzioni…”, e ancora, “il 4 maggio 2005, presentò una Denuncia di Inizio di Attività… per la realizzazione di un nuovo fabbricato destinato ad occupare parte delle suddette partt…;”, “a tal uopo depositava apposita tavola ‘stato attuale e stato futuro’ con cui evidenziava l’area di mq 489 ‘ceduta volontariamente al Comune come parcheggio pubblico”.
Della questione si è parlato lo scorso 23 maggio nel corso della Commissione di vigilanza e controllo del Comune dell’Aquila, presieduta da Stefano Palumbo, con la quale è stata stabilita la rimozione.
A questo punto, alla scadenza dei 45 giorni fissati, si saprà quali saranno le prossime mosse, se l’impresa deciderà di rimuovere le sbarre o se si opporra all’ordinanza del Comune.






