L’AQUILA – Inaugurate stamattina in via Francia tre nuove palazzine, costruite nel tempo record di 18 mesi, dopo la demolizione dei vecchi palazzi, semidistrutti dal sisma del 6 aprile 2009.

Una gioia a metà per le 24 famiglie aquilane che, infatti, non sanno quando potranno rientrare negli appartamenti, a causa delle pratiche per le utenze, istruite nello scorso mese di marzo e ancora ferme al palo.

La palazzine oggetto della ‘sostituzione edilizia’ sono realizzate con le più recenti tecnologie antisismiche e in classe energetica A, caratterizzate quindi dal risparmio energetico grazie all’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici. 

“Le pratiche son lì e muoiono” ha commentato tra la commozione e la rabbia Leondina Costanzi, amministratrice e condomina di una delle palazzine.

“Ho avuto meno difficoltà con Reluiss e Cineas che con le utenze – ha proseguito – Ho istruito le pratiche due mesi fa, ma è ancora tutto fermo. Putroppo ci sarà da aspettare non so quanto prima di poter rientrare nelle nostre case”.

“Una trincea”, così la Costanzi ha definito la “guerra” di scartoffie e firme che ha preceduto l’inizio dei lavori del suo palazzo.

“Abbiamo dovuto faticare molto, tra burocrazia e lungaggini per poter arrivare fino ad oggi – ha concluso – ma rientrare dentro queste mura ci ripaga di ogni sacrificio. Un’emozione davvero molto forte”.

Le palazzine di quattro piani e sei livelli, comprensivi di garage e soffitte, sono alte circa 19 metri e realizzate con tecnologie antisismiche avanzate, dotate di isolatori elastomerici decentranti che consentono un’oscillazione calibrata in caso di scosse

“Questi fabbricati hanno un moto disaccoppiato rispetto al terreno – ha affermato l’ingegnere progettista Angelo De Cocinis – Le oscillazioni non producono danni alla sovrastruttura, anche in caso di scosse di intensità particolarmente elevate come quella del 6 aprile 2009. In caso di sisma e dopo il movimento, il fabbricato torna nella sua posizione originale”.

Gli appartamenti sono realizzati in classe A, con un involucro edilizio a basso consumo. “L’energia che serve per alimentare il fabbricato viene prodotta da fonti aternative che sono pannelli fotovoltaicie solari. Sono palazzi che consumano poco e si autoalimentano” ha concluso De Cocinis.