L’AQUILA – “Quanti non abbiano ancora coltivato gli orti loro assegnati, dichiarino ufficialmente la loro rinuncia, permettendo in tal modo lo scorrimento delle graduatorie e consentendo ad altri di assumere la gestione dei relativi Orti Urbani”.

Questo l’appello lanciato dall’Ente Parco Gran Sasso Laga dopo aver constatato che in alcuni nuovi insediamenti dei progetti C.a.s.e., parte degli orti concepiti per dare un contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città, non siano stati utilizzati dagli assegnatari per la stagione estiva, “e ciò è avvenuto – afferma l’ente – a fronte di una forte richiesta da parte di altri concittadini, figuranti con riserva nella graduatoria stilata dall’Ente Parco”.

Il progetto degli Orti urbani, avviato dall’Ente Parco sulla base di un protocollo d’intesa con il Comune dell’Aquila, ha registrato, a detta dell’ente, un bilancio fortemente positivo.

“L’esperienza del lavoro nell’orto – si legge in un comunicato del Parco – ha procurato soddisfazione ai partecipanti, sia in termini di produzione e consumo di frutti della terra e del proprio lavoro, sia di creazione di spazi di incontro, socializzazione e condivisione”.

“Per molti – continua – si è trattato di un’occasione di svago ma anche di attività utile al recupero delle identità scosse dal trauma del sisma e dallo stress accumulato nel dopo terremoto”.

“Attività che – conclude – forte anche della scelta strategica di privilegiare la coltivazione di specie territoriali, ha coinvolto anche anziani, bambini, disoccupati, stimolando attaccamento e senso di riconciliazione con la natura e la vita”