L’AQUILA – Sono arrivati dal nord Europa, dall’America, addirittura dall’Australia. Sono tornati nella loro patria, l’Abruzzo, per un’occasione speciale: il “Raduno degli abruzzesi nel mondo”, che si svolge nella giornata di oggi all’Aquila.

Questa mattina, nell’auditorium della Scuola della Guardia di finanza, a Coppito, erano in 300 circa i corregionali giunti in rappresentanza dell’altro Abruzzo, quello che vive fuori i confini italiani, numericamente uguale a quello vero. Sono infatti circa un milione e 200 mila gli abruzzesi all’estero, tanti quanti vivono in regione.

Il programma della giornata si è aperto con l’incontro con le autorità. Assente per motivi di salute il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha però fatto pervenire un messaggio alla comunità abruzzese presente.

È stato il presidente dell’associazione abruzzesi e molisani in Friuli-Venezia Giulia, Roberto Fatigati, a spiegare le motivazioni di questo raduno, promosso dal Consiglio regionale d’Abruzzo e dal Cram (Consiglio regionale abruzzesi nel Mondo), per esprimere gratitudine alle varie associazioni che sono state vicine, emotivamente e materialmente, al territorio terremotato.

“Uno degli obiettivi di questo evento – ha spiegato – è ringraziare gli abruzzesi che vivono all’estero per tutto quello che hanno fatto durante la fase post-terremoto. Voglio cogliere l’occasione di esprimere il mio profondo dolore a chi ha perso le persone care durante quella notte”.

L’aiuto degli abruzzesi emigrati è stato consistente. Si calcola che sono stati raccolti dalle varie associazioni sparse in tutto il mondo più di dieci milioni di euro.

Ma l’impegno non è ancora finito. “Siamo qui – ha sottolineato Fatigati – anche per invitare a raccogliere altro denaro. L’Aquila ha ferite ancora aperte che devono essere rimarginate”.

All’incontro che si è tenuto nell’auditorium ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.

“È un’occasione particolarmente lieta per me – ha dichiarato – Ho sempre ritenuto che gli abruzzesi che vivono fuori dal paese rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i nostri valori e nostri principi. Questo evento serve a evidenziare quello che queste persone hanno fatto per L’Aquila, con uno spirito di solidarietà e un amore verso questa terra davvero straordinario”.

Tra i tanti corregionali giunti in città per il raduno, anche Ferdinando Nurzia, originario di Marruci di Pizzoli (L’Aquila), e sua moglie Roowitha Zajdowicz, conosciuta proprio in Germania, dove è emigrato tanti anni fa.

“Sono espatriato nel 1956 – ha spiegato Ferdinando – prima in America, poi Olanda, infine Germania. Oggi siamo qui e siamo molto emozionati. Mi sono sempre dato da fare in occasione dei terremoti del Friuli e della Sicilia. Non potevamo non aiutare anche la nostra città”.

Tra le autorità presenti, anche l’onorevole Antonio Razzi, il senatore Claudio Micheloni, il consigliere regionale Franco Caramanico e Maria Teresa Letta, presidente della Croce rossa nazionale.

In rappresentanza dell’assessore Mauro Febbo, presidente del Cram, era presente il vice presidente, Franco Santellocco, mentre a rappresentare il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, assente anche lui per motivi di salute, il consigliere comunale Maurizio Capri, che ha la delega ai rapporti con le città gemellate.

Il programma della giornata proseguirà con la commemorazione delle vittime del sisma, con una santa messa celebrata dal vescovo dell’Aquila, mons. Giuseppe Molinari nella cappella della caserma.

Nel pomeriggio, la comitiva si sposterà alla Villa comunale e, quindi, nel centro storico per una visita, cui seguiranno degustazioni di prodotti tipici e momenti musicali a conclusione.

Alle 18.30, scenderà dal cielo, appesa a un elicottero, una scultura metallica riproducente un’aquila (i materiali tutti recuperati dai crolli delle chiese di Paganica), opera del maestro marchigiano Giuseppe Gentili.

Rimarrà esposta in piazza per circa un mese, poi riprenderà il “viaggio” verso altre città per raccogliere fondi, fin quando si fermerà per essere venduta all’asta.

Il prossimo 5 agosto, in virtù della recente legge regionale approvata dal Consiglio regionale, si svolgerà la Giornata degli Abruzzesi nel Mondo

IL MESSAGGIO DI CHIODI: “GIORNO DI GRANDE EMOZIONE PER TUTTI”

L’AQUILA – “È un giorno di grande emozione per tutta la comunità abruzzese. Finalmente riusciamo a stringervi idealmente in un forte abbraccio per ringraziarvi dell’affetto, della solidarietà, del sostegno (anche materiale), che mai ci avete fatto mancare nei lunghi e duri mesi del dopo terremoto dell’Aquila”.

È un passaggio del messaggio che il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha fatto pervenire alla folta rappresentanza di corregionali che vivono all’estero, riuniti oggi all’Aquila.

L’incontro con le autorità locali si è svolto, in mattinata, alla caserma della Guardia di finanza di Coppito, dove è stata altresì celebrata una toccante messa solenne in ricordo delle vittime del sisma.

“L’affetto, l’empatia, il sentire comune, con cui avete condiviso la nostra tragedia ci sono sempre stati di conforto e di stimolo – ha fatto sapere il presidente – Se voi, da ogni parte del mondo, avete mostrato di credere in una ricostruzione possibile e doverosa, tanto più avete rafforzato la nostra speranza di rinascita”.

“Siete in tantissimi, voi abruzzesi, sparsi in ogni dove della terra – ha scritto ancora Chiodi nel saluto – Un piccolo Abruzzo che vive, palpita, soffre e gioisce con noi. Un plauso a chi ha promosso questa splendida giornata di incontro. La città dell’Aquila vi saprà accogliere con tutto il calore di cui è capace”.

Il governatore ha rivolto ai circa 200 presenti “un ringraziamento infinito per il lustro che date nel Mondo al meglio che la nostra regione sa offrire”.

“Se sentimenti di generosità, altruismo, dignità e serietà ci contraddistinguono ovunque – ha riconosciuto Chiodi – questo lo dobbiamo solo a voi, al vostro lavoro, al vostro impegno, alla vostra determinazione e caparbietà”.

Ha auspicato, infine, il presidente, che “questo bellissimo legame con la vostra terra d’origine continui a crescere ed a rafforzarsi, anche nelle nuove generazioni”.