L’AQUILA – “Non c’è nessun divieto di consumare, in maniera disciplinata e responsabile, bevande all’esterno degli esercizi di somministrazione, né in centro storico né in altre zone del territorio comunale così come ho letto in semplicistiche ricostruzioni giornalistiche ed è stato lamentato da alcune forze politiche. Piuttosto, è vero l’esatto contrario: nell’ordinanza, sottoscritta anche dal vice sindaco con delega alle Attività produttive, Raffaele Daniele, e dall’assessore alla Protezione civile, Fabrizio Taranta, nonché dai dirigenti dei rispettivi settori, è specificato chiaramente al punto 2 che a essere vietato è il fenomeno del cosiddetto botellòn, proibito anche con un altro provvedimento emanato in passato da questa amministrazione e ben prima della diffusione del Covid-19″.

Lo precisa in una nota il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a seguito delle dichiarazioni del segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, ex assessore comunale, che ha contestato l’ordinanza firmata oggi dal primo cittadino generando una nuova spaccatura all’interno della maggioranza di centrodestra.

Per D’Eramo l’ordinanza è troppo restrittiva perché “i locali in particolare quelli del centro storico che già hanno avuto danni economici e disagi dal sisma e dall’epidemia di coronavirus, possono subire un colpo mortale”.

Ma Biondi si affretta a precisare come non c’è alcun divieto di consumare in maniera disciplinata e responsabile, bevande all’esterno degli esercizi di somministrazione”, a differenza di quanto emerso da “semplicistiche ricostruzioni giornalistiche”, e senza citare la Lega aggiunge, “ed è stato lamentato da alcune forze politiche”.

“D’altra parte -dice Biondi – sarebbe paradossale visto che, non più tardi di una settimana fa, il Comune ha emesso un avviso per consentire alle attività commerciali di poter occupare gratuitamente maggiori aree di suolo pubblico. Da questo punto di vista il sottoscritto e l’amministrazione comunale si sono sempre comportati in maniera assolutamente razionale tenendo in considerazione i principi di adeguatezza e razionalità. Così come, a suo tempo, non ci siamo arresi agli isterismi di chi invocava provvedimenti di chiusura a oltranza oggi non intendiamo dare vita a una caccia alle streghe”.

“Divertirsi si può, ma con attenzione. Consumo di bevande sì, anche fuori i locali, ma rimane l’obbligo di mascherina nei luoghi della cosiddetta movida dalle 19 in poi. È vietato il botellòn ed è proibito ai negozi di vicinato di vendere bevande, anche in bottiglia, dopo le 21”, conclude Biondi.