L’AQUILA – “Ieri, finalmente, dopo un periodo di attesa lungo anche per colpa della politica del territorio, il Cda di Invitalia ha approvato il progetto Accord Phoenix. Adesso verrà sottoposto alla firma con l’impegno dell’azienda a ottemperare”.
Ad annunciarlo oggi in un incontro con la stampa il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, raggiante, anche se, come specificato dal vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che ha la delega alle Attività produttive, bisognerà concretizzare le parole in fatti entro 6 mesi, pena la decadenza del corposo finanziamento pubblico, concesso dopo anni di attesa.
Da notare come per predisporre nella struttura ex Finmek, cuore del nuovo insediamento, la nuova macchina che triturerà rottami elettronici che ha un’ampiezza di ben 12 metri, servirà una serie di lavori tutti a carico di Accord, come conferma lo stesso Lolli.
Non è detto che ci si riesca nei 6 mesi, anzi, “ma non è che tutto deve essere compiuto in quel termine, semplicemente si verificherà se l’investimento sta procedendo”.
In avvio di conferenza stampa il sindaco ha mostrato un piccolo gufo di legno che poi ha tenuto davanti a sé sul banco della Giunta come sorta di talismano e inoltre ha mostrato le copie cartacee di oltre 150 articoli di AbruzzoWeb sulla vicenda Accord Phoenix che riportavano le critiche delle opposizioni civiche e di centrodestra.
“I gufi portano fortuna anche se il centrodestra ha cercato di bloccare l’operazione, me ne assumo le responsabilità”, è sbottato Cialente.
Il primo cittadino era attorniato da tutti i suoi assessori, compreso Giancarlo Vicini (arrivato in ritardo), dato in uscita dalla Giunta a causa della crisi di maggioranza tra il sindaco, il Partito socialista e il resto del centrosinistra.
Quanto all’occupazione, come snocciolato dal sindaco ci saranno 13 persone del gruppo amministrativo, mentre i dipendenti saranno inizialmente 54, con l’impegno di arrivare a 90 e poi a 115.
L’impegno è di riassumere i lavoratori dell’ex polo elettronico del capoluogo, a partire da quelli rimasti completamente senza ammortizzatori sociali.
Ci saranno due turni di lavoro per complessive 12 ore al giorno. Una prima linea, dopo 6 mesi la seconda, dopo altri 6 la terza. L’investimento complessivo è di 38,6 milioni di euro, dei quali 10,7 milioni, il 27% circa, come contributo di Invitalia.
“Dopo due aziende importanti di un settore strategico come il chimico-farmaceutico, Sanofi e Dompè, che hanno rinforzato settori come la ricerca e poi avranno ricadute occupazionali, questo è il terzo contratto di sviluppo firmato con i primi 100 milioni derivanti dai fondi per la ricostruzione”, ha fatto notare Cialente.
“In un momento di grave crisi occupazionale – ha aggiunto – una fabbrica apre all’Aquila con investimenti esteri, non so quante altre città italiane siano state capaci di farlo”.
Lolli, ha svelato che lo sblocco del progetto con il contributo pubblico è subordinato al fatto che l’operazione si concretizzi entro 6 mesi.
“Ho già ricevuto tante telefonate per un ‘postarello’ – ha aggiunto – Dico a tutti di lasciare perdere, a lavorare ci andranno gli ex del polo elettronico”.
Sulla crisi occupazionale generale, Lolli ha fatto notare che “tra lavoratori diretti e indotto di Edimo, Otefal, Technolabs e Sacci ci sono 1.300 lavoratori a rischio, è come un’altra Micron che sta chiudendo e nessuno se ne fotte, è una cosa intollerabile”.
“Nascerà un progetto di industrie integrate L’Aquila-Marsica, questo scandalizzerà molti aquilani benpensanti”.
Sulla vicenda del data center da installare nel capoluogo, Lolli ha detto che “non bisogna solo puntare a quello regionale, quello ve lo firmo subito, ma a uno di quelli nazionali e il duello è con il Lazio”. Alberto Orsini
LOLLI BIS: “PRIORITA’ AGLI EX ITALTEL”
Successivamente Lolli ha diffuso una nota sul tema, parlando di “accordo importante e primo confortante segnale per questa città”.
Proprio sui lavoratori del polo elettronico Giovanni Lolli ha parlato di “dovere morale” da parte della classe politica della città di fare “l’indispensabile per ridare un futuro lavorativo” agli ex addetti dell’Italtel.
“Sono lavoratori che hanno fatto la storia di questa città e il nostro obbligo doveva essere quello di ritrovare per loro una giusta collocazione – ha detto – In tutti questi anni, invece, a parte l’impegno di pochi, una parte della politica ha giocato allo sfascio, calpestando la dignità di tutti i lavoratori”.
Lolli ha poi voluto sottolineare come “Invitalia abbia fatto un’istruttoria rigorosa sull’istanza di investimento presentata da Accord Phoenix”, scrivendo nella delibera di concessione del contributo che “l’investimento deve essere fatto entro i prossimi 6 mesi”.
“Si è trattata – ha aggiunto Lolli – di un’operazione complessa con Invitalia non ha risparmiato indagini conoscitive approfondite e preteso garanzie forti dall’azienda”.
L’arrivo in città di Accord Phoenix “è un segnale importante, ma il quadro della crisi occupazionale rimane grave”.
Allo stato, ha ricordato Lolli, “ci sono in città 5 vertenza occupazionali ‘pesanti’ con in ballo 1.500-1.700 posti di lavoro. Un numero esorbitante che dà la misura di una crisi economica e occupazionale grave. In questo contesto, ci si preoccupa maggiormente di fare polemica su qualche ufficio regionale che viene trasferito dall’Aquila anziché concentrare gli sforzi per risolvere o trovare alternative alle vertenze in atto”.
PEZZOPANE: “SCONFITTI SCIACALLI E GUFI CHE NON CI CREDEVANO”
“La stipula dell’accordo che permetterà ad Accord Phoenix, azienda del settore del riciclo elettrico ed elettronico, di sbarcare all’Aquila è un grande successo, che premia un lungo e faticoso lavoro svolto con il sindaco Cialente, con il vice presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli e con le organizzazioni sindacali”.
Lo dice la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, eletta all’Aquila.
“Grazie a un investimento di Invitalia, Accord Phoenix aprirà uno stabilimento produttivo nella nostra città. Questo significa sviluppo e lavoro per una comunità colpita dal terremoto e dalla crisi economica – prosegue – Abbiamo sconfitto tutti gli sciacalli e i gufi, che non hanno mai creduto a questa possibilità e anzi remavano contro”.
“Nel nuovo stabilimento – continua la Pezzopane – lavoreranno una parte degli ex dipendenti del polo tecnologico. Invitalia ha giustamente preteso garanzie forti dell’azienda, alla quale ha concesso 10 milioni di euro di finanziamento sui 38 complessivi”.
“E ovviamente la speranza è che da cosa nasca cosa: la ripresa della produzione significa rivviare un processo virtuoso, in una città in cui sono ancora in ballo per le vertenze in atto quasi 2 mila posti di lavoro”.



