L’AQUILA – In occasione dell’arrivo del circo Orfei all’Aquila, l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) ha organizzato per domenica pomeriggio un sit-in di protesta contro l’impiego degli animali negli spettacoli circensi e contro la legge 163/85 per i finanziamenti pubblici ai circhi.
“Gli animali, infatti, sottratti alla loro natura, vengono trasferiti in piccole gabbie dalle quali di rado escono, se non per apprendere comandi a suon di fruste e altri atti violenti dai domatori al fine di ottenere il ‘divertimento’ finale del pubblico”, si legge in una nota polemica.
L’Oipa invita quindi la cittadinanza a partecipare domenica 24 alle 16.30 alla manifestazione che si terrà in via Giovanni Falcone, strada statale17 (rotatoria dopo Centi Colella) per dire basta allo sfruttamento degli animali nei circhi.
Il divieto dell’utilizzo di animali esotici ha riscosso molto successo negli ultimi anni ed è già in atto o in via di definizione in altre regioni d’Italia, prima tra tutte l’Emilia Romagna.
Tra i circhi che hanno scelto di non utilizzare più gli animali figurano gli australiani “Flyng Fruit”, i canadesi “Cirque du soleil”, i francesi “Les Colporteurs” e gli americani “Minimus”, “Nuage” e “Hiccup”.
Anche la sezione aquilana degli Animalisti Italiani Onlus parteciperà alla manifestazione.
“È una vergogna che si finanzai questo scempio – afferma Cristiana Graziani, degli Animalisti italiani del capoluogo – I nostri soldi, circa 3 milioni di euro l’anno, finiscono nelle tasche dei circensi anche di quelli condannati per maltrattamento degli animali. A beneficiare di questi fondi anche le strutture circensi che si trovano sotto processo e alcune condannate in via definitiva per maltrattamento di animali e detenzione incompatibile con la vita dell’animale”.
“Chiediamo un circo di soli artisti, senza animali – prosegue – E vorremmo che le famiglie non portassero i propri bambini a vedere dei poveri animali sradicati dal loro habitat naturale e addestrati in modo innaturale e coercitivo, costretti a subire troppo spesso maltrattamenti”.
“Questi animali vengono spesso abbattuti perché alla lunga sviluppano una malattia comportamentale: le tigri ad esempio diventano depresse imporovvisamente o troppo aggressive perché la loro vita è basata costantemente sulla violenza e quando non vengono addestrate restano chiuse dentro dei vagoni”.
“I finanziamenti pubblici del 2014 sono circa 4 milioni di euro, nel 2013 addirittura 6 milioni”, afferma Ilenia Trombetta della sezione aquilana dell’Oipa .
“Quello che ci preme sottolineare è che bisogna sensibilizzare le famiglie a non portare i bambini al circo – prosegue – Esiste un documento firmato da oltre 600 psicologi che spiega a livello scientifico le conseguenze psicologiche e pedagogiche sui bambini, costretti a divertirsi davanti alla pena e ai comportamenti coercitivi sugli animali. Tutto questo non permette lo sviluppo dell’empatia, fondamentale per una sana crescita del bambino con conseguenze negative per la sua vita futura”.





