L’AQUILA – L’Insieme Strumentale Serafino Aquilano, che nel prossimo giugno festeggerà i 20 anni di attività, propone il 29 dicembre, nel cuore della città, la Chiesa delle Anime Sante, uno dei simboli del sisma del 6 aprile, con la sua magnifica cupola ferita, un concerto in piena sintonia con il clima natalizio.

L’evento è in collaborazione con l’Associazione I Solisti Aquilani e il Conservatorio A. Casella dell’Aquila, che metetrà a disposizioni giovani allievi e diplomati. L’apertura è affidata ad un brano, Kanon in RE Magg., dell’’abate Johann Pachelbel religioso, compositore e organista tedesco, autore di numerose pagine di musica barocca.. A seguire il Concerto in SOL Magg. Georg Philipp Telemann.  Nella sterminata produzione di Georg Philipp Telemann 1767) il Concerto in sol maggiore per viola occupa un posto particolare perché giustamente viene considerato il primo vero e proprio Concerto dedicato a questo strumento in chiave solistica. Un solenne Largo precede un Allegro in cui la viola prende subito la parola, rimandando poi il discorso alle altre parti strumentali. L’Andante ha una semplicità incantevole nella sua contabilità, ma Telemann si sofferma in modo particolarmente ampio su questo movimento che risulta il più ampio di tutto il Concerto.

Il finale è ovviamente il vero pezzo di bravura della composizione ma Telemann, che utilizza le incessanti figurazioni tipiche dello stile bachiano, non impone allo strumento solista stravaganti eccessi, rimanendo sempre nel carattere di una cantabilità vivace ma mai fine a se stessa E’ poi la volta di Vivaldi con Gloria in excelsis Deo, straordinaria partitura dove la musica si fa preghiera e di Fedele Fenaroli con Ave Maria in Mi min.Il concerto si chiude con due grandi pagine: l’Ave Verum Corpus in Re Magg. di Mozart  e , dal Magnificat in Re Magg. 1.Magnificat  e  12. Gloria Patri  di J. Sebastian Bach.L’ Ave Verum Corpus è  basata sul testo eucaristico omonimo del XIV secolo. Quella di Mozart è di gran lunga la composizione più celebre basata su questo testo.

Si tratta di un mottetto per coro misto, orchestra e organo, composto dall’autore salisburghese a Baden, nei pressi di Vienna, nel 18 luglio del 1791.L’opera è dedicata all’amico Anton Stoll, Kapellmeister della chiesa parrocchiale di Baden. Nata per l’occasione della solennità del Corpus Domini, viene considerata uno dei momenti più alti del genio mozartiano. rimescolando con un’inventiva che lo porta in ogni sua opera a nuove scoperte.

Il Magnificat, in re maggiore è una composizione ricca e trionfale, composta da arie e cori brevi senza da capo, lontano dallo spirito declamatorio degli oratori e delle passioni, ma con forti elementi di spettacolarità.