L’AQUILA – Le arriva una lettera di Equitalia per il mancato pagamento di una multa del 2005. Si organizza, va in banca e pretende di effettuare un prelievo di 145,11 euro in pezzi da un centesimo per pagarla, migliaia e migliaia di piccole monetine in due enormi buste.
Aiutata da alcuni amici, carica il tutto e va a casa, a sistemarlo come si deve.
Il giorno dopo, va da Equitalia a pagare con quell’enorme mole di centesimi di euro.
Una ‘barricadera’ aquilana sceglie un modo molto particolare per rispondere alle richieste firmate dall’agenzia di recupero crediti più insultata (e minacciata) d’Italia, e in un pomeriggio organizza un ‘dispetto’ per vendicarsi di una richiesta considerata ridicola e in odore di prescrizione, visto che si tratta di una multa di sette anni fa.
In banca, la signora aveva fatto infuriare un po’ tutti, ma alla fine l’ha spuntata lei. Idem da Equitalia.
“Devo pagare una multa? Bene, decido io il taglio dei soldi, il resto è un problema vostro. Ho un problema con i contanti, dovete accontentarvi dei centesimi”, ha comunicato la donna a quelli di Equitalia, i quali non hanno potuto fare altro che accettare quei dannati 145 euro e 11 centesimi.
“Io e i miei amici abbiamo impiegato mezza giornata per sistemare i centesimi che erano nei rotolini. Un lavoraccio, ma questa è la mia risposta a Equitalia”.
La multa l’ha pagata, ma la soddisfazione l’ha provata comunque la signora aquilana che si è vendicata a modo suo per una multa del 2005 ‘riapparsa’ grazie all’agenzia di recupero crediti, presentandosi allo sportello con 145,11 euro in pezzi da 1 centesimo, quindi oltre quattordicimila monetine.
La donna è andata in banca per ritirare la somma dovuta chiedendo al cassiere di poter prelevare solo monete da un centesimo di euro.
Nella sorpresa generale ha ottenuto quanto richiesto, organizzandosi per il giorno successivo vista la mole di lavoro che i cassieri avrebbero dovuto sobbarcarsi per soddisfare una richiesta del genere.
Il giorno dopo, alla donna sono stati consegnati dei ‘panetti’, i famosi blister, pieni di monetine (14.511 per l’esattezza), ma a causa del peso eccessivo di questi la signora, che per il carico era entrata con la macchina nel parcheggio della banca fino ad arrivare all’ingresso, dopo essere stata aiutata da un solerte vigilantes a caricare il malloppo, insieme agli amici ‘facchini’ ha dovuto effettuare una sosta in un negozio per acquistare una borsa frigo abbastanza capiente e resistente per poter sistemare i quattrini.
Una volta tornata a casa, ha passato mezza giornata insieme ai suoi sodali a scartare i panetti e a rovesciare le migliaia e migliaia di monetine da un centesimo in una busta di tela. Il peso complessivo, stando al suo racconto, ammonta a circa 60 chili, tanto che la ‘barricadera’ si è rivolta di nuovo ai soliti amici anche per il trasporto dei soldi allo sportello di Equitalia, teatro della ‘punizione’ dove gli addetti non hanno potuto fare altro che accettare le monetine.
“Per una cifra del genere non aveva senso mettersi a fare ricorso, perché sarebbe costato di più di quanto dovuto – ha commentato la donna ad AbruzzoWeb – per questo ho voluto far vedere a quelli di Equitalia come protestano civilmente i cittadinii con chi va a reclamare una somma ridicola per una multa che potrebbe essere anche caduta in prescrizione. Ho passato un intero pomeriggio a cercare quella multa per capire l’infrazione, visto che sulla cartella c’è scritto ‘violazione del codice stradale’, ma nel soffitto di casa non c’è traccia.



