L’AQUILA – “Mio fratello era stato ricoverato l’8 agosto per un forte dolore a un lato dell’addome e ha dovuto aspettare 12 giorni prima che i medici si decidessero a operarlo”.
Questa la testimonianza ad AbruzzoWeb di Luana Di Pillo, la sorella di Ottavio, l’aquilano di 40 anni che ha perso la vita poche ore dopo un intervento per una calcolisi del coledoco e della colescisti.
Per questa vicenda sono scattati quattro avvisi di garanzia per i medici dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila Antonio Giuliani, Federico Sista, Sara Colozzi e Loreto Lombardi, indagati per omicidio colposo dalla procura della Repubblica dell’Aquila.
“Dopo l’intervento Ottavio si sentiva bene – racconta la sorella – e solo di notte, per un piccolo ma sospetto dolore sul fianco sinistro, ha avvisato il medico del reparto, che ha in ogni caso rassicurato e tranquillizato mio fratello. È accaduto verso le due e mezza di notte, ma già dopo qualche minuto, circa un quarto d’ora dopo, mio fratello non dava più segni di vita”.
Il ritardo dell’operazione sarebbe stato giustificato dai medici dalla presenza di una forte infiammazione, che non avrebbe permesso di intervenire prontamente. Ottavio Di Pillo era sposato e lascia una moglie e tre bambini, il più piccolo di soli 3 anni.
La vittima aveva lavorato presso la Comunità montana ma era stato lincenziato. Attendeva di trovare presto un altro impiego. “Spero si possa fare presto chiarezza sulla morte poco chiara di mio fratello, anche se il nostro dolore non potrà mai essere consolato, né tantomeno riscattato”, conclude commossa la donna.





