L’AQUILA – Un sistema di monitoraggio smart e in tempo reale grazie  alla digitalizzazione, in collaborazione dell’azienda aquilana Spee, leader nel settore della sicurezza e gestione allarmi, con sensori in 50 differenti nodi lungo la rete idrica gestita dalla Gran Sasso Acqua, società partecipata dal comune dell’Aquila.

Per avere la certezza della qualità della risorsa idrica, e anche per individuare guasti e perdite, con immediata allerta in caso di anomalie.

Ad illustrare l’innovativo sistema, già operativo e rodato, Alessandro Piccinini, presidente della Gsa, società comunale dell’Aquila, al fianco il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, del direttore tecnico della Gsa, Armando Balducci, l’amministratore della Spee, Luciano Ardingo, il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, agli assessori regionali Emanuele Imprudente e Guido Liris, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e numerosi sindaci del comprensorio.

La priorità è stata data al bacino di distribuzione delle sorgenti del Gran Sasso, potenzialmente minacciate dalla promiscuità con il traforo dell’autostrada A24 e delle attività dei laboratori di Fisica nucleare.

”Illustriamo oggi un progetto pilota fortemente innovativo -, ha esordito Piccinini –  una operazione di digitalizzazione con al centro di sicurezza della risorsa idrica, e per ottimizzare la capacità di intervento e prevenire ogni conseguenza negativa, che potrà rappresentare un modello, in vista dell’utilizzo dei fondi ingenti del Pnrr. Per ora concentrato nell’area del Gran Sasso, la più delicata, ma che intendiamo estendere in prossimità anche di altri punti di captazione”.

La Gsa ha 100.000 clienti, più 60 mila “fluttuanti” in 31 comuni aquilani, gestisce una rete di 2.012 chilometri, 84 impianti  di depurazione, 500 chilometri di rete fognaria.

Primo passo del sistema di monitoraggio presentato oggi, la realizzazione nella sorgente del Gran Sasso di una stazioni di monitoraggio, a seguito del protocollo d’intesa del 2017, con l’acquisto di un gascromatografo, e l’installazione di un sistema di videosorveglianza all’interno della galleria, l’installazione di tre sonde multi-parametriche direttamente alla sorgente per analizzare la torbidità, i composti organici e le caratteristiche chimico-fisiche. Quest’anno è stato inserita una seconda stazione di monitoraggio, sempre nella sorgente.

A raccogliere l’immensa mole di dati, e a far scattare l’allarme in presenza di anomalie, la Spee.

“Siamo un hub che opera dentro la rivoluzione della digital trasformation – ha detto Ardingo -, questo progetto si inquadra in un cambio di paradigma, quello dell’internet dei servizi. Centrale è oggi non solo l’investimento nell’impianto, ma nella piattaforma e nel controllo dei dati h24 del suo corretto funzionamento”.

Ha aggiunto Biondi, “la rivista della fondazione Leonardo, ha scritto giorni fa che l’innovazione lungi dall’essere straniante, può rispondere alle esigenze concrete della comunità. Questo progetto lo dimostra, a presidio dell’acqua, il nostro bene più prezioso. Importante a che la capacità di gestione della criticità rappresentata dalla vicinanza delle sorgenti al traforo e laboratori. Occorre garantire la coesistenza nella massima sicurezza”.

Ha ricordato infine Marsilio: “Il tema dell’acqua del Gran Sasso è centrale – ha detto Marsilio –  sin dall’insediamento della giunta, quando c’era il rischio concreto di chiusura del traforo, perché non c’erano ottimali condizioni di sicurezza, vicenda da cui è poi è scaturito anche un procedimento giudiziario. Abbiamo preso di petto il problema, fino a quel momento ‘palleggiato’ e non risolto. occorre permettere al coesistenza dell’ acquifero, il traforo e i laboratori del Gran Sasso. In tal senso va la nostra richiesta della nomina di un commissario, e l’attribuzione di una importante dotazione finanziaria. Ora, al netto dei ritardi, si raccolgono i frutti.  Ci sono stati importati studi e ricerche sulle interferenze, che sono la premessa degli interventi di messa in sicurezza. Il ruolo di Gsa, e sul versante teramano della Ruzzo reti, sono determinanti. Nessuna goccia contaminata deve andare nei rubinetti degli abruzzesi”.

LA DIRETTA