L’AQUILA – Quelli che non tornano. A fronte di molti negozi che riaprono nel centro storico dell’Aquila dove ricostruito, alcuni commercianti tipici del capoluogo sembrano non poter o voler riaprire nei locali storici che ospitavano prima del terremoto del 6 aprile 2009.

Un caso lo segnala Franco Marulli, di Assocasa Ugl, che fa notare come siano comparsi cartelli affittasi nei locali al piano terra di palazzo Fibbioni, proprio quello che al piano nobile ospita l’ufficio del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e altre stanze comunali, e dove un tempo c’era una delle tante propaggini del brand di calzature Mazzitti.

Bisogna ricordare comunque anche che la cosiddetta “legge Barca” nel 2012 ha rescisso d’imperio tutti i contratti d’affitto per “salvare” i locatari dal dover continuare a pagare canoni di spazi inagibili.

Un effetto collaterale, però, è stato che i proprietari, in questo caso la Fondazione Fibbioni, hanno avuto mani libere a fronte di contratti che c’erano con prezzi anche molto sottodimensionati per molti anni ancora, di tornare a trattare a prezzi del mercato attuale, se non superiori. E in molti casi chi voleva tornare non ha potuto.

“Torneranno i commercianti in centro? È quello che ci chiediamo dopo aver visto questo striscione comparso alcuni giorni or sono su via San Bernardino in pieno centro storico. Là dove c’era, prima del sisma una notissima rivendita di calzature”, fa notare Marulli.

“Tutto lascia presupporre che detta attività si sia ricollocata altrove – protesta – L’amministrazione ha fatto di tutto per invogliare i commercianti a ritornare in centro? Se si continua così da chi sarà animato il centro storico?”.