L’AQUILA – È intensa l’attività degli agenti del Corpo forestale dell’Aquila e del Comune per scoprire eventuali abusi edilizi legati al caos post terremoto.

Al vaglio dei forestali ci sono attualmente almeno diversi casi sospetti, almeno una decina, ma il dato potrebbe variare di giorno in giorno se si pensa che le pratiche al vaglio dell’autorità giudiziaria potrebbero essere almeno un migliaio.

Sotto la lente d’ingrandimento le casette di legno che nel momento dell’emergenza sono state realizzate in città, senza alcuna pianificazione territoriale e alla rinfusa: i controlli sono mirati alla verifica di eventuali abusi edilizi, se i manufatti sono stati realizzati su terreni di proprietà e se vi sia stato il rispetto delle norme e delle direttive emanate nel periodo dell’emergenza.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero sembra che i controlli si siano concentrati in questa fase dell’attività investigativa soprattutto nelle frazioni di Monticchio, Bagno e Paganica.

“Luoghi – scrive il quotidiano – in cui molti cittadini, nonostante avessero usufruito delle varie opportunità offerte loro dalla Protezione civile (come gli alloggi del progetto C.a.s.e., l’atuonoma sistemazione, l’affitto concordato, l’utilizzo dei Map) hanno ugualmente provveduto a tirare su alloggi provvisori su terreni di proprietà e non, in violazione delle stesse disposizioni emanate dagli enti preposti che subodorando l’affare si erano precipitati a chiarire l’aspetto che non si poteva avere il piede su due staffe”.

I controlli vengono eseguiti sulla scorta dei dati e dela documentazione in possesso della Struttura per la gestione dell’emergenza e dell’ufficio urbanistico del Comune dell’Aquila.