L’AQUILA – I lavoratori dell’ Ama, la società del comune dell’Aquila che gestisce il trasporto pubblico locale, hanno occupato per protesta la sede direzionale nel nucleo industriale di Pile.
La clamorosa decisione è maturata al termine dell’assemblea sindacale, dopo che l’amministratore unico Gianmarco Berardi ha dichiarato che non esisteva nessun accordo di proroga della contrattazione di secondo livello, per la quale i lavoratori si battono. Questo significa retribuzioni tagliate di 300-400 euro al mese, e turni di lavoro più pesanti.
Berardi, manager in quota Lega, è accusato dai sindacati di non aver tenuto conto dell’emendamento approvato in Consiglio comunale su iniziativa del sindaco Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, che impegnava l’esecutivo ad istituire un gruppo tecnico a trovare una soluzione, prevedendo intanto la proroga della contrattazione di secondo livello al 31 gennaio, ed eventualmente al 28 febbraio, “al fine di avere i tempi necessari per la rinegoziazione della stessa”.
Un impegno che, aveva tenuto a specificare l’amministratore Berardi, doveva essere comunque compatibile con gli equilibri di bilancio aziendali.
Non solo, su iniziativa della Lega, è stato approvato in consiglio regionale, nella seduta del bilancio, un emendamento con uno stanziamento di 400mila euro in favore del Comune dell’Aquila “al fine di promuovere il miglioramento della mobilità urbana della città e assicurare l’esercizio del trasporto pubblico locale nella piena corrispondenza fra oneri e risorse disponibili”, in modo da dimezzare i tagli previsti dal piano di ricapitalizzazione dell’Ama, e aprire la strada all’accordo.
Tutto inutile, Berardi ha tirato dritto per la sua, di strada. Da qui l’ira di sindacati e lavoratori.
A dare rassicurazioni, nei giorni scorsi, era stato lo stesso sindaco Biondi, ai ferri corti con la Lega, tanto che si parla sempre più insistentemente della probabilità che possa revocare le deleghe agli assessori del Carroccio.






