L’AQUILA – L’altro ieri, dopo ben 17 giorni, Antonio Russo ha interrotto lo sciopero della fame iniziato per protesta contro la residenza che gli viene negata.

Il motivo dell’interruzione? “Un malore – ha detto – non certo l’aver ottenuto ciò che chiedevo”.

Antonio “l’invisibile”, 56 anni, non ha mangiato per giorni e giorni ed è rimasto chiuso nella sua roulotte situata all’interno del parco di Collemaggio, dove vive da otto mesi, reclamando la residenza all’Aquila, città dov’è nato e da dove anni fa è andato via per cercare lavoro.

“Ho interrotto lo sciopero della fame – ha detto – perché mi sono sentito male, non riuscivo più a concentrarmi, facevo anche fatica a parlare. Ma non mi faccio prendere in giro, e se non otterrò ciò che mi spetta andrò avanti, anche con altre forme di protesta”.

Il terremoto, insieme alla casa dove viveva con i genitori, forse da abbattere, gli ha portato via anche la possibilità di riottenere la residenza, perché non ha una dimora stabile, ma solo una roulotte.

Qualche giorno fa qualcosa però si è mosso e dopo aver compilato la richiesta per il cambio di residenza, ha ottenuto un foglio provvisorio, valido 90 giorni, con il quale ha acquisito il diritto al medico di famiglia, fondamentale per lui che è malato di ipertensione arteriosa.

“È comunque tutto provvisorio – ha sottolineato Antonio – anche l’assistenza medica durerà 90 giorni”.

Intanto il neo assessore all’Assistenza alla popolazione, Fabio Pelini, è andato a trovarlo nella sua roulotte anche ieri, “per ribadire l’impegno del Comune affinché si trovi una risoluzione del problema”, ha detto Antonio.

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