L’AQUILA – “Il sindaco Pierluigi Biondi ha voluto smarcarsi da ogni responsabilità? È stato ‘commissariato’? Perché erano presenti i vertici regionali alle consultazioni?”.
Sono queste alcune delle domande che si sono poste diversi rappresentanti dei gruppi consiliari del Comune dell’Aquila, al termine delle consultazioni tra i partiti di centrodestra per risolvere la crisi al Comune dell’Aquila innescata dalle dimissioni del sindaco di Fratelli d’Italia, che, entrato in contrasto con la sua maggioranza, giovedì sera ha lasciato l’incarico.
La presenza del coordinatore regionale di Fdi, Etel Sigismondi e di quello di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, avrebbe creato, stando a quanto appreso da fonti comunali, più di un mal di pancia in seno alla maggioranza di centrodestra, già alle prese con crisi e spaccature interne.
I dubbi derivano da un clima ormai di costante tensione all’interno della coalizione, dovuto anche all’impasse nella formazione della nuova Giunta comunale, che al momento conta cinque assessori su nove.
Sul tavolo non ci sono ovviamente le semplici sostituzioni di Anna Lisa Di Stefano e Sabrina Di Cosimo, defenestrate dal sindaco Biondi, di Guido Quintino Liris ed Emanuele Imprudente, che si sono dimessi perché eletti in Regione, e di Luigi D’Eramo, che ha lasciato dopo un anno di doppio incarico Camera-Comune, ma un puzzle molto più complesso nel quale la Lega punta ad aumentare le pedine e lo stesso Fratelli d’Italia, diviso al suo interno, deve fare i conti con spinte contrastanti. (a.c.p.)






