L’AQUILA – A pochi passi dalla conclusione del suo lungo viaggio pastorale, l’arcivescovo metropolita dell’Aquila monsignor Giuseppe Molinari presenta, nel giorno del suo 75° compleanno, “Mio Signore e mio Dio”, la pubblicazione di Tau Editrice della Lettera Pastorale numero 14 per l’Anno della Fede.
Uno stile piano, ma chiaro e incisivo, con cui l’eccellente autore racconta passi di riflessione sulla fede, attraverso lo sguardo di emblematici personaggi evangelici.
“Si legge a mio avviso tra le righe – così ha commentato il giornalista Paolo Rico, moderatore della conferenza di presentazione – un piano di ricostruzione, non solo della città dell’Aquila ma soprattutto delle nostre coscienze. Si rintracciano nel testo valori che oggi purtroppo sono venuti a mancare: certezza ed entusiasmo”.
La lettura si presta così ad una interpretazione anche laica, soprattutto quando la visione si ispira alle più altre forme e ispirazioni di religiosità: “Vorrei tanto che i cristiani aquilani prendessero sul serio la propria fede – ha dichiarato Molinari – perché penso non ci sia niente di più concreto di questa, ci inchioda alla realtà”.
“Quando verrà il momento, non so tra l’altro quando e chi mi sostituirà, lascerò la mia intensa attività pastorale sapendo che fino in fondo ho cercato di risolvere tutti i problemi e gli ostacoli che ho incontrato nel mio cammino”, ha aggiunto sulla sua successione.
Tra gli intervenuti monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare, che ha usato parole di stima e di apprezzamento per Molinari, anche congedando alcune piccole polemiche.
“Ho sempre avuto un ottimo rapporto, di fiducia e di affetto. Se c’è stato qualche screzio, sicuramente non con lui, ma con alcuni suoi collaboratori”, ha puntualizzato.






