L’AQUILA – Una nuova ripianificazione strategica della città e del territorio.
È quello che chiede Enzo Lombardi come presidente della Commissione consiliare permanente in una relazione al Consiglio comunale concernente il “Piano strategico per lo sviluppo e la crescita della città e del suo territorio”.
Secondo Lombardi, il documento approvato dalla Giunta comunale, che era stato presentato il 19 marzo 2009 quale Piano strategico, non sarebbe più attuale, in quanto recherebbe “ovviamente linee strategiche non più coerenti con gli sconvolgimenti territoriali, fisici, sociali ed economici del dopo terremoto”.
“Occorrerà – ha affermato Lombardi – uno sforzo nuovo e vigoroso per una nuova pianificazione strategica di lungo periodo. Però questo non può bastare: occorre ricercare ora e subito quei filoni di fondo per riorganizzare la città ed il suo territorio anche a generoso servizio di tutto il cratere del sisma, conseguendo la più rapida e ponderata ripianificazione e riprogrammazione di un’attività, sì d’emergenza, purché preordinata alla rinascita nel segno dell’efficienza e del rilancio qualitativo della ricostruzione materiale e morale”.
Nella relazione, Lombardi suggerisce che “il Consiglio comunale torni finalmente a decidere le linee essenziali e programmatiche per il riavvio di tutte le attività in stretta sinergia con le componenti già organizzate, o da organizzare, per favorire la partecipazione della società all’immane, immanente impegno che ci attende.
Per ottenere risultati occorre che il Consiglio si riappropri del suo ruolo di programmazione e controllo ridiventando ruolo della sintesi e della determinazione politica delle scelte fondamentali della vita dell’Istituzione come sancito dalla legge.
Infine, il consigliere comunale ha affermato che con la delibera n. 158 del 2010, con la quale la Giunta comunale ha approvato il Piano strategico del marzo 2009, la Giunta stessa “ignora e invade la competenza consiliare approvando un documento definitivo di programmazione quale è un Piano Strategico, così violando platealmente la legge ed agendo in dispregio delle prerogative del Consiglio Comunale e dei Consiglieri”.



